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Heroon

Definizione – Etimologia

Dal greco ἡρῷον (pl. ἡρῷα, heròa), neutro sostantivato dell’agg. ἡρῷος  (di eroe, eroico). Nella cultura greca l’heroon è un santuario o un monumento funerario dedicato al culto degli eroi, individui considerati semidivini per essersi distinti in virtù del bene della collettività. Gli eroi, con la protezione esercitata sulla comunità che li onora, risultano intermediari fra gli uomini e gli dei. Si tratta di eminenti personaggi che si legano in vario modo alla storia delle città: fondatori di colonie, legislatori, salvatori di città, soldati, ma anche promotori di associazioni culturali e scuole filosofiche, atleti, poeti. Il culto, e di conseguenza l’heroon, si stabilisce sul luogo di sepoltura reale o presunto dell’eroe e ha strette analogie con i culti ctoni.

Generalità e sviluppo storico

Nell’età arcaica e classica, l’heroon si presenta, in genere, come un santuario la cui area sacra è delimitata da un temenos, eventualmente chiuso da mura (sekòs). Può contenere la tomba a tumulo dell’eroe o solo il suo cenotafio, sculture, un boschetto sacro, un’eschara per i sacrifici associati al culto. Si può collocare vicino all’entrata della città (Thasos, Mnema di Glauco, 600 a.C., posto vicino al passaggio dei theoroi, antica porta delle mura), nell’agorà (Cirene, tomba di Batto; Magnesia al Meandro, tomba di Temistocle; Atene, statue dei dieci eroi eponimi), nel bouleuterion della città (Mileto, eroe anonimo; Megara, Aisymnos), o anche nel tempio dedicato ad un’altra divinità (Atene, Eretteo che ospita gli heroa di Eretteo, Bute, Cecrope e Pandroso).
Nella tipologia più comune di heroon, che si può definire a temenos, annoveriamo il Pelopion di Olympia (VI-V sec. a.C.), il cui recinto era preceduto da un propylon di accesso monumentale, l’heroon di Neottolemo a Delfi, ma anche l’heroon di Gölbaṣi-Trysa (fine V sec.), nella Troade, dove rilievi su due ordini decoravano le pareti interne del recinto. Spesso gli heroa sorgono, come cenotafi, su sepolture micenee, in forma di tholos (Pharsalos, fine VI sec.), o di recinto eventualmente segnalato da stele marmoree (Atene, heroon agorà del Ceramico, inizi V sec. a.C.; Corinto, heroon dell’incrocio; Argo, heroon dei Sette contro Tebe, 650-500 a.C.). Molti studiosi ritengono che il primo heroon della storia sia il grande monumento di Lefkandi (Eubea, 950 a. C.), ma sembra verosimile la tesi secondo cui esso sia stato la casa del Basileus, trasformata in tumulo monumentale alla morte del suo proprietario.
L’heroon può presentarsi anche come edificio di culto più complesso, che comprende anche vani per banchetti e altre funzioni rituali, un portico, un peristilio (Delo, Archegeseion, VII-VI sec. a.C.; heroon di Calidone, II sec. a.C., con cortile a peristilio, vani accessori e una sala di culto absidata dove sono rappresentati dei ed eroi della città).
L’originalità del culto eroico permane anche quando l’eroe viene deificato, come per il culto di Eracle a Thasos o per il culto di Asclepio ad Epidauro.
In epoca tardo classica ed ellenistica si possono individuare heroa che assumono forma di monumento semicircolare coronato da stele a bassorilievo (Atene, Ceramico, heroon di Dexileos, fine IV sec. a.C.; Lindos, l’heroon di Archokrates, 200 a.C.) che rimane il prototipo in campo funerario delle esedre sepolcrali (ad es. Pompei, tombe a schola).
Per estensione, quando, in età ellenistica e romana, il senso del culto eroico perde il suo valore originario collettivo e assume un carattere propagandistico e onorario, si considerano heroa anche i monumenti funerari come i mausolei, il cui modello è il monumento delle Nereidi a Xanto (inizio IV sec.), articolato come un tempio ionico periptero posto su un basamento, e successivamente il Mausoleo di Alicarnasso (metà IV sec. a.C.).

Bibliografia

Campbell G., The grove enciclopedia of classical art and architecture, New York, 2007, pp. 559-560; Dyggve E., Poulsen F., Rhomaios K., Das Heroon von Kalydon, Copenhagen, 1934; Ensoli S., L’Heroon di Dexileos nel Ceramico di Atene, Roma, 1987; Delcourt M., Légendes et cultes des héros en Grèce, Parigi, 1942.

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