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Hinterland

Definizione – Etimologia

dal tedesco hinter (dietro) e land (terra), il termine Hinterland (corrispondente ai termini italiani “retroterra” o “entroterra”) è usato in origine con riferimento al retroterra di porti: con tale significato appare per la prima volta nel testo di George G. Chisholm, Handbook of Commercial Geography (1888). Successivamente l’Oxford Dictionary (1901) definisce l’Hinterland come il distretto retrostante un insediamento portuale e nel 1929 il Webster Dictionary offre la definizione di Hinterland quale territorio o regione retrostante un distretto costiero. Nel 1940 Van Cleef propone la definizione di Hinterland quale area adiacente a un centro del commercio (inteso come sinonimo di “città”, “villaggio” o altro insediamento urbano) in cui le attività economiche e culturali gravitano principalmente sul centro medesimo.
Attualmente, il termine è entrato nel linguaggio comune per indicare il complesso di centri abitati e aree non urbanizzate localizzate nell’intorno di un centro metropolitano o di una grande città, e da esso influenzato socialmente, economicamente e culturalmente.

Uso attuale del termine

L’accezione moderna del termine Hinterland trae origine dalla teoria delle località centrali, elaborata da W. Christaller negli anni Trenta, secondo il quale le città svolgevano il ruolo di attrazione rispetto al territorio circostante che si organizzava intorno di esse. Tuttavia, già nel 1826 il geografo J. H. von Thünen aveva proposto un modello di città monocentrica caratterizzato dalla presenza di un nucleo urbano centrale nel quale sono concentrate le attività lavorative e la fornitura di servizi, circondato da anelli in cui si dispongono le funzioni residenziali.
Il termine acquista maggiore diffusione con l’introduzione del concetto di “regione metropolitana”, introdotta da R. D. Mc Kenzie (1933) che combina la città e il suo Hinterland in una unità funzionale delimitata da un campo di influenza della metropoli.
Questi modelli di gerarchia spaziale sono successivamente perfezionati da A. Losch (1940) che sostituisce il concetto delle gerarchie urbane con quello della distribuzione meno regolare di centri urbani minori intorno a un’area metropolitana che funziona da centro-attrattore. Successivamente, si ha una ulteriore evoluzione del termine Hinterland, dovuta alla diffusione del concetto di “campo urbano”, introdotto da J. Friedman e J. Miller (1965), quale sistema territoriale con una città centrale di almeno 300.000 abitanti attorno alla quale vi è una vasta area fortemente dipendente da essa, formata dall’insieme di centri abitati minori e aree non urbanizzate.
Da queste prime teorizzazioni il concetto di Hinterland acquista rilevanza sempre crescente nella definizione dei sistemi urbani. L’introduzione dell’ ICT (Information and Communication Technology), nei primi anni ’70 ha facilitato la frequenza delle interazioni e degli scambi. Il concetto di Hinterland passa così da un approccio territoriale a uno più funzionale e assume un forte rilievo nella concettualizzazione della società post industriale, in quanto il territorio diventa una rete di relazioni funzionali e lo spazio è caratterizzato da insediamenti ad alta densità circondato da insediamenti a bassa densità interconnessi tra loro da flussi di beni, persone, informazioni. In questo caso gli Hinterland sono fortemente urbanizzati e dinamici, con motori di sviluppo spesso distinti dal polo urbano principale.

Bibliografia

Christaller W., Central Places in Southern Germany, ed. ing., Fischer, Jena 1933; Friedman J., Miller J., The Urban Field, in «Journal of American Institute of Planners», 1965, 31, pp. 312-320; Lösch A., The Economics of Location, Fischer, Jena, 1940; Mc Kenzie R.D., The Metropolitan Community, McGraw Hill, New York, 1933; Van Cleef E., Hinterland and Umland, in «Geographical Review», 1941, vol. 31, nr. 2, pp. 308-311; Von Thünen J., The Isolated State, ed. ing., Pergamon Press, London, 1826.

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