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Iconologia

Definizione-Etimologia.

L’iconologia è una disciplina che si occupa dell’analisi e dell’interpretazione delle immagini, al fine della comprensione del loro significato e degli eventuali simboli in esse rappresentati. Il termine deriva dal greco eikòn, immagine, e lógos, parola. A differenza dell’iconografia, che procede secondo modalità puramente descrittive (se non statistiche e classificatorie), l’iconologia si propone di scoprire e di interpretare il significato più profondo che si nasconde dietro alle immagini e ai tratti peculiari che le contraddistinguono.

Generalità-Storia.

Il termine iconologia viene utilizzato per la prima volta alla fine del Cinquecento nel volume di Cesare Ripa (Iconologia, 1593), a indicare un repertorio di simboli, immagini allegoriche e personificazioni. Successivamente compare nel Dizionario delle belle arti del disegno di Francesco Milizia (1797), in cui viene assimilato a una “scrittura geroglifica”, ovvero a un “discorso con immagini” che può essere compreso anche da chi non parla la stessa lingua. Inizialmente, dunque, l’iconologia è intesa come scienza che produce simboli e immagini a cui l’artista può liberamente attingere – e non come strumento di analisi e di interpretazione al servizio degli studiosi.
È solo a partire dalla prima metà del Novecento che il termine iconologia assume una nuova accezione grazie agli studi di Aby Warburg, i quali costituiscono una premessa fondamentale per la successiva formulazione del metodo di indagine iconografico-iconologico messo a punto da Erwin Panofsky negli anni Trenta. Se Warburg è il primo a utilizzare, nel 1912, il termine iconologia secondo l’accezione moderna, senza tuttavia darne una definizione, Godefridus Johannes Hoogewerff in un articolo sull’arte cristiana pubblicato nel 1931 lo distingue nell’uso dal termine iconografia – così come la geologia si differenzia dalla geografia, la cosmologia dalla cosmografia, l’etnologia dall’etnografia. Laddove, secondo Hoogewerff, l’iconografia si limita a constatare, l’iconologia pone all’attenzione, invece, il problema dell’interpretazione, della comprensione del senso simbolico, dogmatico o mistico espresso (e forse anche nascosto) nelle forme figurative. Con la pubblicazione nel 1939 degli Studies in Iconology di Panofsky, l’iconologia diventa una vera e propria metodologia di indagine critica nello studio dell’arte, che investiga il contesto storico e la tradizione culturale cui l’opera fa riferimento attraverso lo studio delle immagini in essa contenute – non limitandosi più alla storia degli stili, delle tecniche e degli artisti. Il metodo di Panofsky prevede tre momenti distinti nella lettura di un’opera d’arte: la descrizione preiconografica (e analisi pseudoformale), l’analisi iconografica e l’interpretazione iconologica, attraverso cui si può giungere alla scoperta e all’interpretazione dei valori simbolici, ovvero delle pure forme, dei motivi, delle immagini, delle storie e delle allegorie come manifestazione di principi di fondo.
Lo sviluppo dell’iconologia nel Novecento porta a un nuovo approccio anche nel campo degli studi sull’architettura, in particolare in relazione al significato espresso da chiese, monasteri e palazzi. Come spiega Eugenio Battisti, l’analisi iconografica e l’interpretazione iconologica concepite da Panofsky possono essere trasferite, senza difficoltà, all’architettura dove, come in pittura oppure in scultura, si hanno un “soggetto primario o naturale” (ad esempio, la colonna), un “soggetto secondario o convenzionale” (ad esempio, la stessa colonna in cui però viene evidenziata la presenza dell’ordine ionico) e un “significato intrinseco o contenuto” (ovvero l’impiego di colonne di ordine corinzio all’interno di chiese dedicate alla Madonna, in base all’identità stabilita da Vitruvio tra le proporzioni presenti in questo ordine e l’immagine della Vergine). Nel caso, invece, di un complesso architettonico, quale ad esempio, una cattedrale gotica, l’interpretazione iconologica consentirebbe, secondo Battisti, di ricostruirne perfettamente il programma in tutta la sua integrità.
Il primo studio iconologico vero e proprio di architettura può essere considerato il saggio di Richard Krautheimer del 1942 dedicato all’iconografia dell’architettura medievale. In particolare, Krautheimer osserva il modo in cui alcune costruzioni prototipiche sono state riprese e trasformate nei secoli successivi. Uno stesso tipo di approccio metodologico viene, in seguito, applicato prima allo studio dell’architettura gotica e quindi a quello dell’architettura del Rinascimento (dove, ad esempio, viene considerato il modo in cui Leon Battista Alberti riprende nelle sue opere alcune costruzioni antiche) – fino ad arrivare a riflessioni più tarde dedicate all’architettura barocca e a quella del Settecento. Grazie a un’analisi di tipo iconologico risulta possibile comprendere in maniera più chiara le scelte di stile compiute dagli architetti del passato, e valutarne la qualità delle opere, anche in ragione del modo in cui si rapportano con il contesto storico-culturale nel quale sono state realizzate.
Quanto all’epoca contemporanea, dove le immagini hanno acquistato un peso sempre più preponderante, studi e riflessioni più recenti sostengono che l’iconologia può diventare un sussidio essenziale anche nell’ambito della progettazione, al fine di rendere meno enfatiche visioni meramente concettuali e riferire i processi di astrazione compiuti dagli architetti a un contesto più concreto.

Bibliografia

Battisti E., Iconologia, in Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica, diretto da P. Portoghesi, vol. III “Gottinga – Medrese”, Roma, 2006, pp. 134-135; Bialostocki J., Iconografia e iconologia, in Istituto per la Collaborazione Culturale, Venezia-Roma, Enciclopedia universale dell’arte, vol. VII (Guardi – Istituzioni e associazioni), Firenze, 1958, pp. 163-178; Hoogewerf G.J., L’iconologie et son importance pour l’étude systématique de l’art chrétien, in «Rivista di archeologia cristiana», 8, 1931, pp. 53-82; Holly M.A., Iconografia e iconologia. Saggio sulla storia intellettuale, Milano, 1992; Krautheimer R., Introduction to an “Iconography of Medieval Architecture”, in «Journal of the Warburg and Courtauld Institutes», 5, 1942, pp. 1-33; Milizia F., Dizionario delle belle arti del disegno, estratto in gran parte dalla Enciclopedia metodica, tomo II, Bassano, 1797; Panofsky E., Il significato nelle arti visive, Torino, 1962 (ed. or. 1955); Piscopo C., Iconologia, in De Poli A. (a cura), Enciclopedia dell’architettura, II Cubitt – Maekawa, Milano, 2008, pp. 322-323; Ripa C., Iconologia ovvero Descrittione dell’imagini universali cavate dall’antichità et da altri luoghi, Roma, 1593.

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