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Iconografia

Definizione-Etimologia

L’iconografia è una disciplina che si occupa dell’identificazione e della descrizione di quanto raffigurato nelle immagini, con particolare riferimento alle opere d’arte. Il termine deriva dal greco eikòn (immagine) e graphein (scrivere/descrivere). L’iconografia di un soggetto (o di un personaggio) è il complesso delle rappresentazioni che lo interessano a livello figurativo, sia nell’ambito di una determinata opera d’arte che a livello delle diverse modalità in cui è stato raffigurato nel corso dei secoli.

Generalità-Storia

In linea di principio l’iconografia non esprime un giudizio di valore sull’opera d’arte, bensì si propone di individuarne il soggetto e gli eventuali significati, anche attraverso un’identificazione delle fonti (dirette e indirette) utilizzate dall’autore. In quanto studio descrittivo e classificatorio delle immagini in base al loro aspetto esteriore e alle loro associazioni, può trovare applicazione anche in campo architettonico.
Le prime testimonianze di un approccio iconografico all’opera d’arte possono essere ravvisate già nella letteratura greca, ma per molti secoli rimangono esempi isolati. I primi studi iconografici che hanno per oggetto il contenuto delle opere d’arte si sviluppano soltanto nel Settecento, contemporaneamente alle prime ricerche di tipo archeologico rivolte all’antichità classica, e trovano grande impulso nel secolo successivo, in conseguenza del rinnovato interesse prima per l’arte cristiana e medievale (e i relativi simboli), e quindi per la ripresa e la trasformazione delle immagini antiche effettuate in epoca moderna. È, infatti, a partire dalla metà dell’Ottocento che si diffondono in tutta Europa enciclopedie e manuali dedicati alla descrizione, classificazione e identificazione di soggetti, personificazioni e allegorie presenti nella produzione artistica, dall’antichità fino al Rinascimento.
Nella prima metà del Novecento, grazie a Erwin Panofsky, che prosegue e completa gli studi di Aby Warburg e di alcuni studiosi facenti capo alla sua biblioteca, l’iconografia trova una compiuta definizione disciplinare, diventando il ramo della storia dell’arte che si occupa del soggetto e del significato delle opere d’arte, in contrapposizione a quelli che sono i valori puramente formali; di fatto, viene così ampliato il campo in cui l’iconografia opera, prendendo in considerazione anche immagini di scarso valore artistico. Panofsky individua tre fasi distinte nella lettura di un’opera d’arte: la descrizione preiconografica, l’analisi iconografica e l’interpretazione iconologica. La descrizione preiconografica (e analisi pseudoformale) consente di determinare nell’opera d’arte i “soggetti primari o naturali”, il cui significato è percepito grazie alla consuetudine quotidiana con oggetti ed eventi; attiene alla storia dello “stile” e studia il modo in cui, in diverse condizioni storiche, gli oggetti e gli eventi sono espressi mediante forme. L’analisi iconografica, invece, grazie alla conoscenza delle fonti letterarie e a una certa familiarità con temi e concetti specifici, individua i “soggetti secondari o convenzionali” che costituiscono il mondo di immagini, storie e allegorie; attiene pertanto alla storia dei “tipi”, ovvero al modo in cui, in diverse condizioni storiche, temi e concetti specifici sono espressi mediante oggetti ed eventi. L’interpretazione iconologica, infine, permette di cogliere, attraverso un’intuizione sintetica (frutto della familiarità con le tendenze essenziali dello spirito umano), il “significato intrinseco o contenuto”, ovvero la forma simbolica capace di esprimere l’atteggiamento culturale di una popolazione oppure di una classe sociale in un determinato periodo storico, e pertanto attiene alla storia dei “sintomi culturali o simboli” in generale.
A partire dalle teorie di Panovsky, più recentemente Roelof van Straten ha articolato la ricerca iconografica in tre momenti: l’elencazione di quello che è raffigurato in una determinata opera (descrizione preiconografica), la definizione del soggetto attraverso l’individuazione delle relazioni esistenti tra le figure (descrizione iconografica), e la determinazione del contenuto secondo le intenzioni dell’artista (interpretazione iconografica). Alla ricerca iconografica, secondo van Straten, seguirebbe l’interpretazione iconologica, attraverso cui si intendono rintracciare le premesse culturali, sociali, storiche ecc. dei soggetti utilizzati nel campo dell’arte, allo scopo di spiegare le ragioni che hanno spinto un dato autore, in un dato luogo e in un dato tempo, a sceglierli e a rappresentarli in una data maniera.

 

Bibliografia

Bialostocki J., Iconografia e iconologia, in Istituto per la Collaborazione Culturale, Venezia-Roma, Enciclopedia universale dell’arte, vol. VII (Guardi – Istituzioni e associazioni), Firenze, 1958, pp. 163-178; Holly M.A., Iconografia e iconologia. Saggio sulla storia intellettuale, Milano, 1992; Panofsky E., Il significato nelle arti visive, Torino, 1962 (ed. or. 1955); Van Straten R., Introduzione all’Iconografia, Milano, 2009.

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