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Valutazione impatto ambientale (VIA)

Definizione

La procedura di valutazione d’impatto ambientale (VIA) è una procedura tecnico amministrativa basata su un processo di carattere preventivo finalizzato a individuare, descrivere e quantificare gli effetti che un determinato progetto, opera e azione, produce sul sistema naturale e antropico; rappresenta quindi una modalità per conseguire elevati livelli di tutela e qualità dell’ambiente in quanto mira a prevenire gli effetti negativi, l’alterazione qualitativa e/o quantitativa, diretta e indiretta, a breve e lungo termine, permanente e/o temporanea di un progetto sull’uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sull’aria, sul clima, sul paesaggio e sull’interazione fra detti fattori, nonché sui beni materiali e sul patrimonio culturale, sociale ed ambientale.

Percorso storico-normativo

La valutazione d’impatto ambientale, nata negli USA alla fine degli anni sessanta con una legge sulla protezione dell’ambiente “National Evironmental Policy Act” (NEPA), viene introdotta nell’ordinamento italiano, come verifica di compatibilità ambientale, con l’art.6 della Legge 349/86 Istitutiva del Ministero dell’Ambiente e con i relativi Decreti attuativi (d.p.c.m. 10 agosto 1988, n. 377 e d.p.c.m. 27 dicembre 1988) recependo, se pur con ritardo, la direttiva 337/85/CEE, successivamente modificata dalla direttiva 97/11/CE quale strumento fondamentale di politica ambientale.
Con il d.p.r. 12 aprile 1996 viene approvato l’atto di indirizzo e coordinamento relativo alle condizioni, ai criteri e norme tecniche per l’applicazione delle procedure di impatto ambientale anche da parte delle Regioni; mentre con la legge 2001 n. 443 – definita anche “Legge Obiettivo”– e il relativo decreto attuativo, il d.lgs. 190/2002, si assegna una delega al Governo in materia di infrastrutture e insediamenti produttivi strategici e altri interventi per il rilancio delle attività economiche, istituendo per i lavori inseriti nell’elenco della delibera CIPE del 21 dicembre 2001 la VIA speciale, rimandata a una apposita Commissione. L’ampio e articolato quadro normativo trova il suo compendio nel d.lgs. 152/2006 – Testo Unico sull’Ambiente o Codice dell’Ambiente – corretto ed integrato dal d.lgs. 4/2008 e dal successivo d.lgs. 128/2010. Con il Testo Unico e s.m.i si apportano alcune significative novità tra cui una nuova attribuzione delle competenze rimandando, tra l’altro, agli Allegati II e III i progetti da sottoporre a VIA, rispettivamente, statale e regionale. La norma stabilisce inoltre che la valutazione d’impatto ambientale debba essere eseguita sul progetto definitivo, così come definito dal d.lgs. 163/2006, dando le informazioni necessarie per la elaborazione dello studio d’impatto ambientale, redatto sempre a cura del proponente; ribadisce, infine, che il provvedimento di valutazione d’impatto emesso dall’autorità competente è obbligatorio, vincolante e sostitutivo di ogni altro provvedimento in materia ambientale e di patrimonio culturale per tutti i progetti sottoposti alla procedura.

Modalità di svolgimento

Fase di assogettabilità
Il proponente l’opera trasmette all’autorità competente il progetto preliminare e lo studio preliminare ambientale su cui si possono far pervenire le osservazioni, dopo l’avviso sintetico effettuato sulla Gazzetta Ufficiale, in caso di progetti di competenza statale; sul Bollettino Ufficiale della Regione interessata, in caso di progetti di interesse regionale. Nel caso in cui il progetto non presenti impatti significativi l’autorità competente dispone l’esclusione dalla procedura; se il progetto ha possibili impatti significativi si procede alla valutazione d’impatto seguendo la procedura di seguito descritta.
Definizione dello Studio di Impatto ambientale: sempre sulla base del progetto preliminare e dello studio preliminare ambientale, il proponente può chiedere una consultazione con l’autorità competente per definire le informazioni da produrre, il relativo dettaglio e le metodologie da adottare.

Fase di studio di impatto
Il proponente deve quindi procedere allo Studio d’Impatto Ambientale (SIA), documento tecnico di riferimento per la procedura VIA, che deve contenere la seguente documentazione:

  • descrizione del progetto con tutte le sue caratteristiche, la localizzazione e le dimensioni;
  • descrizione delle misure atte a ridurre e/o compensare gli impatti rilevanti;
  • descrizione sommaria delle alternative, compresa la cosiddetta opzione zero, ovvero la situazione pre-progetto;
  • descrizione delle misure di monitoraggio relative al controllo delle future attività.

Allo studio deve essere inoltre allegata una sintesi non tecnica delle caratteristiche dimensionali e funzionali del progetto predisponendo anche una adeguata documentazione che consenta un’ampia comprensione da parte dei cittadini interessati a eventuali osservazioni, favorendo così la massima partecipazione.

Presentazione dell’istanza

L’istanza viene quindi presentata all’autorità competente allegando il progetto definitivo, lo studio di impatto ambientale, la sintesi non tecnica oltre la copia dell’avviso a mezzo stampa e tutte le autorizzazione del caso.

Consultazione
Contemporaneamente alla presentazione del progetto, il proponente deve darne notizia a mezzo stampa e sul sito web dell’autorità competente fornendo una breve descrizione del progetto e indicando le sedi presso cui possono essere consultati gli atti e i termini di presentazione delle eventuali osservazioni da parte dei cittadini. L’autorità competente può disporre anche un’inchiesta pubblica per l’esame dello studio di impatto ambientale concludendo l’inchiesta con una relazione sui lavori svolti ed un giudizio sui risultati emersi, acquisiti e valutati ai fini del successivo provvedimento di valutazione di impatto ambientale.

Valutazione dello studio di impatto ambientale, esiti della consultazione e decisioni
L’autorità competente, una volta acquisite le osservazioni, le obbiezioni e i suggerimenti da un lato, e, dall’altro, le determinazioni, le autorizzazioni, le intese, le concessioni e le licenze rilasciate da parte dei soggetti competenti in materia, anche nell’ambito della conferenza dei servizi eventualmente indetta a tal fine, può dare inizio alle attività tecnico-istruttorie concludendo la procedura nei successivi cinque mesi con un provvedimento espresso e motivato. Il provvedimento di valutazione dell’impatto ambientale deve contenere le condizioni per la realizzazione, l’esercizio e dismissione dei progetti, nonché quelle relative a eventuali malfunzionamenti. I progetti devono essere realizzati entro cinque anni dalla pubblicazione del provvedimento di valutazione dell’impatto ambientale.

Monitoraggio
All’interno del provvedimento di valutazione d’impatto ambientale sono contenute tutte le indicazioni per la progettazione e lo svolgimento delle attività di monitoraggio che deve assicurare il controllo degli impatti significativi provocati dalle opere già approvate. In tal modo è possibile adottare le opportune misure correttive anche con la collaborazione delle Agenzie ambientali poste sul territorio.

Bibliografia

AA.VV., Impatto Ambientale e valutazione strategia. VAS e VIA per il governo del territorio, IL SOLE 24 ORE, Milano, 2008; Barroccini A.C., Belvisi M., Orientamenti giurisprudenziali in materia di VIA, Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT), 2006; Bettini V. et al., Valutazione di Impatto Ambientale, UTET, Torino, 2002; Fabrizio M., Ficco P., Codice dell’ambiente. Disciplina antinquinamento e tutela delle risorse naturali, Pirola Edizioni, Milano, 2010; Schmidt di Friedberg P., Malcevschi S., Guida pratica agli studi di impatto ambientale. Metodologie, procedure, modelli di stima, schemi operativi semplificati, indirizzario di uso corrente, IL SOLE 24 ORE, Milano, 1998.

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