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Impresa delle costruzioni

Definizione

L’attività organizzata delle risorse della produzione (forza-lavoro, capitale finanziario, mezzi di produzione, materiali e informazioni) per lo scambio di beni e servizi costituisce l’impresa. Essa si avvale per realizzare il fine dell’impresa di un’unità produttiva o di più unità, denominata “azienda”. La proprietà dell’impresa è del singolo (impresa individuale o familiare) o di più individui (azionisti) che mettono a disposizione il “capitale finanziario”.
Un ruolo determinante è svolto dalla tecnostruttura dell’impresa (management) che garantisce con la forza-lavoro la sopravvivenza della stessa. L’impresa si connota fortemente per il sistema di relazioni che dà vita: con gli azionisti, con la burocrazia interna ed esterna, con la struttura gerarchica interna (ingegneri, quadri), con i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali, con i modelli organizzativi della produzione, con le tecnologie, con i consumatori, con i fornitori, con la comunità locale, con il potere politico. Il confronto tra quest’ultimo e il potere dell’impresa è incentrato sul potere di controllo, di regolamentazione e fiscale.

Generalità

Nel passato a seconda della natura giuridica dell’impresa si aveva:

  • l’impresa pubblica (con un unico azionista: lo Stato);
  • l’impresa partecipata dalla Stato o semipubblica (con azionisti privati e con una quota azionaria dello Stato);
  • l’impresa privata (con azionisti-capitalisti privati).

Oggi l’impresa è solo privata, quella pubblica è residuale. Le tipologie delle imprese possono essere numerose a seconda della missione che si assegna all’impresa. Le forme dell’impresa sono in continua evoluzione. Esse possono costituire dei conglomerati. È il caso delle imprese dell’indotto dell’edilizia, ove si produce cemento, ferro, centrali di betonaggio e così via.
Nel comparto delle costruzioni la situazione si presenta arretrata rispetto ad altri comparti segnati dall’hi-tech. Che vi sia innovazione nella produzione edilizia è un dato di fatto. Le imprese del sub-appalto sono quelle che vi ricorrono maggiormente. Con la competività internazionale il mondo delle grandi imprese di costruzione tende, utilizzando soprattutto i mezzi di trasferimento delle immagini, ad andare verso l’impresa integrata ove esiste un collegamento tra progettisti, ingegneri-architetti, appaltatori, licenziatori e distributori che operano su territori diversi e distanti tra di loro.
InfoCamere, per conto dell’Unioncamere, conduce un’analisi statistica con cadenza trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese (Movimprese) attraverso la lettura degli archivi delle Camere di Commercio. Il Registro delle Imprese (RI) rappresenta la fonte di certificazione dei dati costitutivi delle imprese per i diversi settori economici. La classificazione adottata è l’Ateco 91, dove il settore delle costruzioni è identificato con F45. La banca dati fornisce il numero di imprese distinto tra artigiane e non artigiane, la loro natura giuridica, ed è possibile leggere il cosiddetto “movimento” delle imprese ovvero quelle attive, cessate e dormienti.
È importante puntualizzare che la “impresa artigiana” di costruzioni ha un numero massimo di 10 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; tale numero massimo di dipendenti può essere elevato fino a 14 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti. Le imprese con un numero superiore di addetti sono classificate come “non artigiane”. La consistenza e l’evoluzione delle imprese di costruzione si ha dalla rilevazione effettuata dall’Osservatorio dei Lavori Pubblici dell’Autorità per la Vigilanza sui LLPP sui bandi e gli avvisi di gara, sulle aggiudicazioni e gli affidamenti, sulle imprese partecipanti, sull’impiego della mano d’opera, sui tempi di esecuzione e le modalità di attuazione degli interventi, sui costi standardizzati per tipo di lavoro in relazione a specifiche aree territoriali.

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