Inquinanti | Wikitecnica.com

Inquinanti

Definizione

Sostanze, organismi o energie in grado di avere effetti nocivi sulla salute umana e/o di alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi compromettendo, in via transitoria o permanente, la fruibilità dell’ambiente naturale nonché in grado di alterare beni materiali. Non vi sono sostanze specificatamente inquinanti ma un determinato uso di talune o un avvenimento possono modificare la struttura e/o la quantità di sostanze non presenti naturalmente in un ambiente, o presenti in minore quantità, o alterare i flussi di energia presenti. Meglio quindi “inquinamento”, anziché “inquinanti”, inteso come una alterazione dell’ambiente che produce disagi o danni permanenti per la vita.

Generalità

Gli inquinanti possono essere di origine antropica (legati all’attività dell’uomo, alla produzione di energia, all’attività industriale e dei servizi, ai trasporti, all’allevamento, all’attività agricola, al riscaldamento domestico, alla gestione dei rifiuti ecc.) o naturale (emissioni legate a effetti vulcanici o alle reazioni di decomposizione di materiali organici naturali, a gas naturali ecc.) anche se generalmente si intendono quelli di origine antropica.
Possono interessare l’atmosfera (aria), l’idrosfera (acque superficiali e sotterranee), la litosfera (suolo) e la biosfera (organismi viventi) e possono causare varie tipologie di inquinamento:

  • atmosferico (inquinamento dell’aria);
  • idrico (inquinamento dell’acqua);
  • del suolo (alterazione dell’equilibrio chimico-fisico e biologico del terreno);
  • fotochimico (smog fotochimico, reazioni chimiche catalizzate dalla luce);
  • acustico (inquinamento ambientale da sorgenti acustiche);
  • elettromagnetico (elettrosmog da onde elettromagnetiche);
  • luminoso (inquinamento ambientale da sorgenti luminose);
  • termico (inquinamento da variazioni di temperatura);
  • genetico (organismi geneticamente modificati – OGM);
  • radioattivo/nucleare (inquinamento da flussi di energia e particelle);
  • naturale (esalazioni vulcaniche, decomposizione di natura batterica di materiale organico, combustione di materiale ligneo, scariche elettriche in atmosfera);
  • domestico (detersivi, cosmetici, deodoranti, cere per pavimento, contaminanti di natura biologica – virus, batteri, spore – che si annidano nella sporcizia);
  • agricolo (immissione nei corsi d’acqua e nel terreno degli scoli dei campi contenenti fertilizzanti chimici ricchi di fosfati e nitrati, pesticidi, liquami delle stalle);
  • industriale (scarichi di sostanze tossiche non biodegradabili nelle acque, nel terreno e nell’aria provenienti da lavorazioni industriali);
  • biologico (introduzione di specie animali o vegetali provenienti da altri ambienti);
  • azotale (inquinamento da eccesso di azoto – concimi, gas industriali – che riguarda soprattutto la vegetazione);
  • urbano (che interessa l’ambiente urbanizzato e generalmente imputato al traffico veicolare, ai rifiuti solidi urbani, al riscaldamento domestico ecc.).

Per quanto riguarda la salute umana possono essere classificati:

  • nocivi: comportano rischi ma di gravità limitata;
  • tossici: comportano rischi gravi fino alla morte;
  • corrosivi: esercitano un’azione distruttiva a contatto con i tessuti vivi;
  • irritanti: provocano una reazione infiammatoria a contatto con la pelle o le mucose;
  • sensibilizzanti: danno luogo a ipersensibilizzazione per inalazione o assorbimento cutaneo per cui una successiva esposizione produce reazioni;
  • cancerogeni: favoriscono la formazione del cancro;
  • teratogeni: producono malformazioni congenite non ereditarie;
  • mutageni: causano alterazioni genetiche poi trasmesse ereditariamente.

Gli effetti causati dagli inquinanti possono essere:

  • acuti, si manifestano nel breve periodo come immediata conseguenza di elevate esposizioni e sono in genere reversibili (per es. irritazione delle vie aeree e delle mucose);
  • cronici, possono manifestarsi dopo periodi lunghi a seguito di lievi esposizioni (senza alcuna soglia certa e con effetto probabilistico, ossia all’aumentare della durata dell’esposizione aumenta la probabilità di contrarre un danno ma non l’entità del danno stesso – per es. asma e patologie respiratorie –) e a seguito di diverse modalità di assunzione: diretta (inalazione, ingestione) oppure indiretta (catena alimentare, ingestione, contatto epidermico).

Gli effetti possono inoltre essere:

  • diretti, se precludono l’utilizzo a certe funzioni o risorse (per es. inquinamento dell’acqua causa virus, inquinamento del suolo per fitofarmaci, inquinamento dell’aria per CO in atmosfera);
  • indiretti, se si manifestano su altre risorse, organismi o beni materiali causando danni (per es. corrosioni a strutture causa piogge acide o smog, rallentamento o inibizione di funzioni vitali causa composti tossici, acidificazione del suolo e delle acque per deposizione atmosferica, trasporto di fosforo e azoto in acque superficiali e profonde per dilavamento terreni e percolazione).

Tipologie di inquinanti

Gli inquinanti si suddividono in:

  1. chimici;
  2. biologici;
  3. fisici.

Gli inquinanti chimici possono essere: inorganici, ossia composti privo di carbonio (ammoniaca, metalli pesanti ecc.) oppure organici, cioè composti del carbonio, naturale o di sintesi (alcoli, idrocarburi, solventi ecc.). Possono inoltre essere:

  • biodegradabili, se degradabili da parte di microrganismi in prodotti finali stabili (acqua, anidride carbonica);
  • persistenti, se chimicamente stabili e non biodegradabili;
  • bioaccumulabili, se persistenti e che tendono ad accumularsi nei tessuti di organismi vegetali e/o animali (metalli pesanti).

Possono avere natura: particellare (polveri sottili – PM o particulate matter) oppure gassosa (biossido di zolfo, monossido di carbonio, ossidi di azoto, composti organici volatili).
Sono inquinanti chimici: ossido di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO), ozono (O3), ossido di zolfo (SOx), anidride carbonica (CO2), particolato aerodisperso (PM10, PM2.5), benzene (C6H6), formaldeide, composti organici volatili (VOC), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), fumo di tabacco, pesticidi, amianto, detergenti, solventi, metalli pesanti, ecc.
Gli inquinanti biologici possono essere:

  • muffe;
  • pollini;
  • batteri;
  • virus;
  • funghi;
  • acari e allergeni vari (residui degli organismi, feci degli acari, residui di pelle, saliva, forfora e urina degli animali domestici).

Le fonti di questi inquinanti sono rappresentate essenzialmente dalla polvere, dagli occupanti degli spazi indoor (uomini, animali, funghi e/o vegetali). Inquinanti biologici possono provenire anche dall’ambiente esterno (pollini) oppure proliferare negli impianti e sulle strutture dell’edificio (torri di raffreddamento degli impianti di condizionamento, serbatoi e rete distributiva dell’acqua, umidificatori e condizionatori dell’aria e in tutti i luoghi dove l’elevata umidità e l’inadeguata manutenzione facilitano l’insediamento e la moltiplicazione di batteri termofili e termoresistenti, di endotossine batteriche, funghi mesofili ecc. che poi vengono diffusi negli ambienti dall’impianto di distribuzione dell’aria). Possono innescare reazioni allergiche, malattie infettive, tosse, affanno, febbre, stanchezza, problemi digestivi, mal di testa o più semplicemente disagio fisico.

Gli inquinanti fisici possono essere:

  • radiazioni ionizzanti (particelle e onde elettromagnetiche con elevato contenuto energetico in grado di rompere i legami molecolari del corpo urtato – per es. gas radon, radiografie mediche, raggi cosmici);
  • radiazioni non ionizzanti (agenti fisici che possono provocare una trasformazione delle condizioni ambientali potenzialmente nociva per la salute umana.

Possono essere “non ottiche” (campi elettromagnetici, radiofrequenze, microonde) e “ottiche” (infrarosso e luce visibile). Inquinanti fisici possono anche essere il rumore, le vibrazioni e gli ultrasuoni, ossia oscillazioni meccaniche generate da onde di pressione. Il rumore, generato da onde acustiche irregolari e non periodiche, rientra nel campo dell’udibile; vibrazioni e ultrasuoni nel campo del non udibile ma, comunque, tutti percepiti come sensazione sgradevole e fastidiosa (nel linguaggio tecnico: annoyance).

Copyright © - Riproduzione riservata
Inquinanti

Wikitecnica.com