Insegna | Wikitecnica.com

Insegna

Stemma del principe-cardinale Louis de Bourbon: al leone dei Bourbon si aggiungono la corona, il cappello cardinalizio, il pastorale vescovile.
Stemma del principe-cardinale Louis de Bourbon: al leone dei Bourbon si aggiungono la corona, il cappello cardinalizio, il pastorale vescovile.

Definizione – Etimologia

Dal lat insigna, neutro plurale di insignis, che porta un segno (segnum) particolare, in araldica sinonimo di ‘arme’. Elemento figurativo, attributo, simbolo o emblema caratteristico di una dignità o di un ufficio, che rappresenta un’istituzione, un ufficio, un casato nobiliare ma anche un marchio di fabbrica, un gruppo industriale ecc. Per estensione lo stemma di una famiglia o di una città; il pannello recante il nome di un negozio o la pubblicità di un prodotto (insegna pubblicitaria).

Generalità

In araldica per insegna o arme si intende l’insieme dello scudo e di tutte le figure (pezze araldiche, smalti e ornamenti esteriori), rappresentate e disposte secondo determinate regole, che contraddistinguono una famiglia, un ente, un ordine militare o religioso, una città, uno Stato. In Italia si usa più comunemente la parola stemma; i termini francese armoiries e tedesco Wappen evidenziano il concetto di arme, dovuto al fatto che in passato gli stemmi venivano raffigurati sulle armature.
L’insegna assunta da una famiglia o da un’istituzione a proprio simbolo distintivo è raffigurato sullo stemma mentre gli elementi accessori che indicano il grado di nobiltà (corona, elmo, cimiero, tiara, cappello) sono collocati sulla parte superiore.
L’uso dell’ insegna o stemma, o arma, è di origine antica (insegna consolari), ma ha assunto il suo significato di identificazione individuale e familiare con la nascita della cavalleria. Le insegne militari sono, infatti, trasformate dai condottieri, adottandole a simbolo delle rispettive schiere armate con l’aggiunta delle insegne personali. Le testimonianze di età pre-araldica mostrano in Europa un’accentuata tipizzazione delle insegne militari dipinte sugli scudi: il leone per i cavalieri cristiani, segno di fedeltà alla Chiesa di Roma, e, in opposizione, il dragone, inteso come simbolo del paganesimo o d’indipendenza. Tra le consuetudini della cavalleria vi era quella di assumere le insegne del cavaliere da cui si era armati. Verso la metà del sec. XII si fissarono i principi dell’araldica che regolavano i modi con cui lo stemma si forma, si usa e si trasmette. In guerra l’insegna permetteva di riconoscere i combattenti degli opposti schieramenti essendo questi chiusi in armature pressoché identiche, mentre in pace permetteva di riconoscere i partecipanti ai tornei (insegna gentilizia). Essa inoltre identificava le città, gli ecclesiastici secondo la gerarchia (insegne papali, cardinalizie, vescovili), le confraternite e gli ordini cavallereschi, le signorie, le associazioni di lavoro come le arti e le gilde.
Le insegne apposte su portali, chiavi di volta, arcate o scolpite o affrescate su altri elementi architettonici (capitelli, trabeazioni, pareti) aiutano nell’individuazione dei committenti delle opere (un casato; una coppia, se l’arme riporta l’insegna di due famiglie di cui è certa l’alleanza; un ecclesiastico; una confraternita; una città) e in taluni casi nella datazione delle stesse (per es. la presenza di insegne episcopali o del cappello cardinalizio al di sopra di uno stemma nobiliare consentono di individuare il committente e fissare come data post-quem la nomina vescovile o l’accesso al cardinalato).

Bibliografia

Enciclopedia Universale dell’Arte, vol. IV, coll. 775-801; Savarese G., Gareffi A., La letteratura delle immagini nel Cinquecento, Roma 1980.

Insegna

Wikitecnica.com