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Katagògeion

Definizone – Etimologia

Dal verbo gr. κατάγω (alloggio), è il termine usato nel 426 a.C. da Tucidide (III, 68,3) per descrivere un edificio dell’Heraion di Platea che, quadrato e circondato da vani su due livelli, era destinato ad ospitare i pellegrini.

Generalità

In effetti il tipo non è attestato prima di quella data e allo schema di Platea si conformano il Leonidaion di Olimpia (fine IV sec. a.C.), in cui intorno a un cortile porticato vi sono numerosi vani, tra cui sale per banchetti, il coevo katagògeion dell’Asklepieion di Epidauro, sviluppato attorno a quattro peristili, o il più recente “Edificio K” dell’Heraion di Capo Colonna (IV-III sec. a.C.). Il cosiddetto katagògeion presso l’agorà di Kassope (Epiro) è stato invece reinterpretato come mercato o prytaneion. Esistono però altri schemi planimetrici e i katagògeion possono essere semplici edifici rettangolari, come nel santuario di Zeus a Nemea (fine IV sec. a.C.) o essere ricavati nei vani di un portico (Stoà Sud, Corinto).

Bibliografia

Hellmann M.Ch., L’architecture grecque, II, Paris 2006, pp. 229-231.

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