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Lamina

Definizione – Etimologia

Dal lat. lamĭna. Sebbene il termine lamina o laminato sia comunemente utilizzato per indicare una lastra metallica di spessore sottile, esso fa più specificatamente riferimento a un qualsiasi prodotto del processo di laminazione mediante il quale, per effetto di un’azione meccanica, si ottiene la diminuzione della dimensione meno significativa di un elemento (lo spessore nel caso di una lastra, il diametro nel caso di un tondino).

Generalità

La lamina si ottiene attraverso l’uso di cilindri che, ruotando su sé stessi, imprimono al materiale la forma desiderata. Generalmente ciò avviene in passaggi successivi nel laminatoio in cui i cilindri vengono avvicinati tra loro. Questa procedura si rende necessaria per ridurre le forze di attrito che si generano nel corso della lavorazione ed evitare di compromettere il risultato.
La laminazione può essere effettuata a caldo o a freddo (designazione che viene solitamente mantenuta anche nei prodotti derivanti dal processo). Nel primo caso, il materiale subisce, per effetto della maggiore velocità di ricristallizzazione della struttura, un minore incrudimento con il vantaggio di un minor lavoro e una minore spesa energetica. Nel contempo, per la possibile presenza di fenomeni di ritiro, questa lavorazione tende ad avere minore precisione e una qualità di finitura superficiale non elevata. Nel secondo caso, il materiale subisce un maggior incrudimento, con un conseguente aumento della sua resistenza e una migliore qualità di finitura al prezzo, però, di una maggiore spesa energetica per la lavorazione.

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