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Lesione (costruzione)

Sistemi di lesioni connessi a meccanismi di danno ricorrenti in tipologie edilizie con volte e cupole.
Sistemi di lesioni connessi a meccanismi di danno ricorrenti in tipologie edilizie con volte e cupole.

Generalità

Fase fondamentale per individuare il meccanismo che è all’origine di una lesione – e quindi la sua causa – è un accurato rilievo critico del quadro fessurativo. Nell’effettuare questo rilievo è opportuno rappresentare sia l’andamento generale delle lesioni individuate che il movimento, che si può desumere da un’analisi più ravvicinata delle singole lesioni, tramite l’analisi dei bordi della lesione.

Il quadro fessurativo

Il quadro complessivo delle lesioni consente quindi di comprendere come si sia scomposto il manufatto e secondo quale movimento. Altrettanto importante è poi capire se i meccanismi individuati siano ancora in evoluzione o si siano assestati nel tempo. Per ottenere questo risultato è possibile affidarsi a strumenti di monitoraggio (fessurimetri), che misurano le variazioni di apertura della lesione, o verificarne la progressione nel passato misurandone l’apertura in corrispondenza di spie, biffe, o semplici stuccature o elementi decorativi posizionati a cavallo della lesione in periodi differenti (il cosiddetto monitoraggio storico).
A seconda dei materiali interessati dalle lesioni, esistono quadri fessurativi tipici.
Nelle travi in legno, la maggior parte delle lesioni longitudinali è causata da fenomeni di ritiro in seguito a variazioni di umidità nel materiale stesso. Lesioni perpendicolari alle fibre, più rare e gravi, sono invece connesse ad un livello eccessivo di tensioni che raggiungono la resistenza del materiale e possono essere innescate dalla presenza di difetti, quali nodi o cipollature.
Anche il calcestruzzo è interessato da fenomeni di ritiro che possono causare lesioni, in questo caso generalmente trasversali alla lunghezza dell’elemento. Un eccesso di tensioni locali di trazione può causare lesioni con andamento analogo, mentre, in elementi compressi, si possono manifestare lesioni parallele alla direzione di compressione, a causa delle dilatazioni trasversali che si generano. Lesioni inclinate a 45° possono essere causate da sforzi di taglio o di torsione.
Nella muratura le lesioni prodotte da sollecitazioni di taglio nei setti murari sono tipicamente inclinate a 45° e sono frequentemente la conseguenza di cedimenti differenziali o di eventi sismici (lesioni incrociate a “X”). Le sollecitazioni di compressione generano invece un tipico quadro di diffuse microfessure parallele alla direzione delle tensioni di compressione, prodotte dalle dilatazioni trasversali conseguenti. Nelle “strisce” che vengono così a crearsi possono presentarsi fenomeni di instabilità e espulsioni di materiale.
Indipendentemente dallo stato tensionale che le ha prodotte, le lesioni portano i manufatti murari a dividersi in blocchi (o macro-elementi) che si muovono gli uni rispetto agli altri in maniera sostanzialmente rigida, secondo sistemi fessurativi e meccanismi che, per le tipologie costruttive più ricorrenti, sono noti ormai da secoli. Tra i più caratteristici, i sistemi fessurativi connessi al ribaltamento e alla rottura a taglio delle pareti delle “scatole murarie”, i meccanismi spingenti che si generano in archi e volte, con geometrie differenti in funzione della tipologia dell’elemento e la suddivisione in spicchi delle cupole in muratura, con lesioni ad andamento prevalentemente verticale.
Una volta che il rilievo e l’analisi del quadro fessurativo ha consentito di comprendere le cause delle lesioni, la soluzione da preferire è quella di agire sulle cause piuttosto che intervenire a livello locale, dove comunque potranno essere effettuate risarciture delle lesioni, mediante tecniche variabili in funzione del tipo di materiale interessato, comunque evitando pericolosi irrigidimenti locali.

La direzione del cinematismo può essere individuata analizzando la direzione dei movimenti reciproci dei bordi di una lesione.

La direzione del cinematismo può essere individuata analizzando la direzione dei movimenti reciproci dei bordi di una lesione.

 

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