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Lotto

Definizione – Etimologia

Derivando dall’analogo termine fr. lot, la parola indica in italiano una limitata superficie di terreno presa a riferimento per la determinazione di standard di fabbricazione o per la ripartizione di superfici più estese (lottizzazioni), alludendo a una tipizzazione formale e dimensionale alla quale i diversi lotti vengono attribuiti. Per ricorrente neologismo, il lotto, quale entità minima stabilita dagli standard urbanistici, può indicare l’appezzamento di terreno o l’unità edilizia.

Derivazione e processo formativo

Nell’antichità l’uso della regola per la definizione del lotto fu destinato a rivoluzionare il sistema di organizzazione della città: nell’impianto ippodameo il lotto urbano viene allineato alle strutture viarie e ripartisce gli isolati chiusi fra quattro strade.
Nella pianificazione l’importanza di un’appropriata geometria di questo elemento base ne fa anche una delle ragioni generatrici del micropaesaggio del territorio, tanto che le sue caratteristiche e il suo ottimale posizionamento si sono man mano arricchiti, trasferendosi dalle necessità prettamente geo-morfologiche e climatiche a quelle legate allo sviluppo socio-economico.
Il lotto costituisce altresì un’unità edilizia autonoma ed è indicativo anche delle superfici urbane rimaste edificabili o resesi tali, situate tra un edificio e l’altro. In un moderno piano di lottizzazione il lotto viene identificato con caratteristiche che regolamentano la crescita urbana e suburbana (indice di fabbricabilità, indice di copertura, distacchi e altezza del fabbricato ecc.) stabilite quali requisiti dell’unità di terreno che rappresenta. Ne consegue che la vigente legislazione coniuga la trasformazione del territorio derivata dai piani di lottizzazione con una programmazione economica controllata.

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