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Mattonella

Barcellona (Spagna), Hospital de la Santa Creu y Sant Pau, particolare di una volta del vestibolo; Llua'­s Domènech i Montaner, 1902-1911.
Barcellona (Spagna), Hospital de la Santa Creu y Sant Pau, particolare di una volta del vestibolo; Llua'­s Domènech i Montaner, 1902-1911.

Definizione – Etimologia

Particolare tipologia di piastrella realizzata con materiale ceramico (dal greco kéramos, proveniente da un termine sanscrito che significa “bruciare”, da cui “terra bruciata”). Il termine mattonella, il cui significato letterale è “piccolo mattone” o “mattone sottile” (dal lat. maltha, da cui “maltone” e poi mattone), indica elementi a base di materiale argilloso di spessore molto ridotto (0,6-2 cm), forma regolare (quadrata, rettangolare o esagonale) e dimensioni di piccolo o medio formato (ad es. 15×15, 20×20 cm), utilizzati come sistemi di finitura per pavimentazioni e rivestimenti parietali.

Cenni storici

L’impiego delle mattonelle nelle costruzioni è presente già nell’antico Egitto, a Babilonia e poi in Cina. Nell’antica Roma, elementi di piccolissime dimensioni decorano gli interni dei palazzi e delle terme. In Europa l’uso delle mattonelle si sviluppa in modo particolare in Spagna (gli azulejos), grazie all’influenza dell’architettura islamica, e in Italia, dove a partire dal ‘600 si diffonde l’uso delle mattonelle policrome e delle maioliche che, con le ceramiche e le porcellane, diventano poi elementi caratteristici nei rivestimenti interni delle architetture rococò.
A cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 le mattonelle costituiscono, assieme agli stucchi, gli elementi maggiormente caratterizzanti i nuovi stili nascenti, dall’Art Nouveau in Francia al Modernismo in Spagna, al Wiener Secession in Austria ecc.

Caratteristiche tecniche e classificazioni

La mattonella è un componente edilizio realizzato a partire da impasti di argilla, sabbia, acqua e altri materiali complementari, a seguito di un processo produttivo che prevede una prima fase di formatura (per pressatura o per estrusione) e un successivo trattamento ad alta temperatura. Le mattonelle vengono posate in opera su tradizionale malta di cemento e/o calce oppure, in alternativa, su collanti (a base organica o cementizia) previa regolarizzazione del supporto con realizzazione di caldana. La posa prevede una distanza tra gli elementi (fuga) pari a 2-4 mm, da riempire con impasti a base di calce o cemento. Sebbene accomunate da caratteristiche di notevole durezza, durabilità, resistenza all’abrasione e al fuoco, fragilità ecc., le mattonelle si dividono in diverse tipologie ciascuna con specifiche caratteristiche estetiche, produttive e fisico-meccaniche.
Le mattonelle tradizionali, tra cui rientrano le ceramiche, le porcellane, i grès rossi, le maioliche, le terraglie, le monocotture, il cotto ed il cotto forte, si classificano generalmente in base al grado di porosità oppure in base alla finitura superficiale. La percentuale di porosità distingue gli elementi a pasta porosa da quelli a pasta compatta; tra i primi rientrano le terraglie, le maioliche, le terrecotte; tra gli altri, più duri e perfettamente impermeabili, i grès e le porcellane.
In base alla finitura superficiale si distinguono le mattonelle smaltate, ricoperte da uno strato trasparente vetroso (ceramiche, porcellane, maioliche, terraglie) e le mattonelle non smaltate (grès rosso, cotto), che possono avere faccia a vista levigata, semilevigata o satinata.
Un’evoluzione recente delle mattonelle sono le “ceramiche tecniche”, che differiscono da quelle tradizionali per l’impasto, a base di componenti ottenuti chimicamente, per il diverso processo produttivo e per la maggiore efficacia dal punto di vista fisico-meccanico. Sono ceramiche tecniche il grès porcellanato, il granito ceramico e il clinker.

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