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Metopa

Atene (Grecia), Partenone, lato sud, tra i triglifi la metopa istoriato con la lotta tra i Lapiti e i centauri.
Atene (Grecia), Partenone, lato sud, tra i triglifi la metopa istoriato con la lotta tra i Lapiti e i centauri.

Definizione – Etimologia

Elemento di proporzioni generalmente quadrate (rettangolari in età alto-arcaica) configurato come una lastra coronata da un listello in rilievo (capitello della metopa). Assieme ai triglifi, le metope definiscono l’alternanza regolare che contraddistingue il fregio della trabeazione dorica.
Il termine latino deriva dal greco μετόπιον, composto di μετά (fra, in mezzo a) e όπή (apertura, foro, cavità).

Generalità

Per Vitruvio (IV, 2, 4) l’origine del nome risale agli spazi vuoti di risulta tra le testate delle travi del solaio sull’architrave in un’ipotetica primitiva impostazione lignea dell’ordine dorico. Erroneamente, l’architetto latino attribuisce lo stesso significato anche ai piccoli spazi fra gli sporti dei dentelli ionici. Il fregio a triglifi e metope, che in origine era presente solo sui lati lunghi della costruzione lignea, è stato in seguito riproposto anche sugli altri due.
Con la progressiva litizzazione delle strutture in chiave monumentale e la relativa trasformazione degli elementi da strutturali in formali, la metopa è passata quindi a indicare esclusivamente lo spazio compreso tra due triglifi. Anche l’aggiunta di un’ulteriore trave sull’intercolumnio (quindi di un altro triglifo e due metope ai lati) sarebbe un’evoluzione successiva dello stesso fenomeno. Ai primi anni dell’età arcaica si fanno risalire le cosiddette “metope sicionie”, appartenenti al piccolo monoptero rettangolare dei Sicioni a Delfi: si tratta di lastre allungate, con le estremità lavorate per facilitarne l’inserimento nei triglifi, posti solo in corrispondenza dei sostegni. Il fregio del corpo principale dei Propilei di Atene in cui nell’intercolumnio centrale, più largo per permettere il passaggio all’Acropoli, si trovano tre metope in luogo di due diverrà canonico nello sviluppo successivo dell’ordine.
La metopa è sempre posta su un piano arretrato rispetto a quello del triglifo e dell’architrave. La sua superficie può essere liscia o arricchita da elementi decorativi (composizioni vegetali ornano le metope dell’edicola funeraria rinvenuta a Megara Hyblaia) e scene figurate, riguardanti episodi prevalentemente mitologici, lavorate a rilievo, come le metope del Partenone, istoriate con scene che rientravano nel più ampio programma politico pericleo, o semplicemente dipinte, come nella trabeazione della “Grande Tomba” di Lefkadia o le metope fittili del tempio di Apollo a Thermon.
Il cromatismo costituiva un aspetto importante dell’ordine dorico e, in particolare, per questi elementi: così come per il timpano, anche lo sfondo delle lastre metopali era spesso colorato in azzurro, per dare risalto e una maggiore profondità ai complessi scultorei giustapposti al piano.

Bibliografia

Ferri S. (a cura), Vitruvio. Architettura (libri I-VII), Milano 2002, p. 239-241; Ginouvès R., Martin R., Dictionnaire méthodique de l’architecture grecque et romaine. I, Roma 1985, pp. 116-117; Lippolis E., Livadiotti M., Rocco G., Architettura greca. Storia e monumenti del mondo della polis dalle origini al V secolo, Milano 2007, pp. 93-95, 349, 524; Rocco G., Guida alla lettura degli ordini architettonici antichi. I. Il dorico, Napoli 1994, pp. 44, 54.

 

 

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