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Monoptero

Delfi (Grecia), Santuario di Apollo, monoptero, 560 a.C. (da Lippolis E., Livadiotti M., Rocco G., Architettura greca, Milano 2007, fig. V.20).
Delfi (Grecia), Santuario di Apollo, monoptero, 560 a.C. (da Lippolis E., Livadiotti M., Rocco G., Architettura greca, Milano 2007, fig. V.20).

Definizione – Etimologia

Dal greco μόνος (unico) e πτέρον (giro di colonne). Il termine, noto da Vitruvio (IV 8, 1), indica una tipologia architettonica di origine greca definita da una semplice peristasi che racchiude uno spazio vuoto e sostiene una copertura; la struttura, sollevata su crepidine o su podio, può essere quadrangolare (Samo, Heraion, 530 a.C.) o circolare.

Generalità

L’edificio, detto anche “a baldacchino”, è quindi una sorta di edicola di ridotte dimensioni, adatta in ambito sacro a proteggere donari e oggetti consacrati in un santuario o nell’adyton  di un tempio, in quest’ultimo caso forse realizzata con materiali leggeri, legno e stucco dipinto.
In età romana si definiscono monoptero piccoli edifici templari (Atene, M. di Roma e Augusto sull’Acropoli), ma anche le strutture a protezione di pozzi sacri (Palestrina, Santuario della Fortuna Primigenia, Pozzo delle Sorti), oppure le edicole presenti in complessi a destinazione commerciale come i macella (Leptis Magna), spesso destinate ad accogliere al loro interno fontane.
Altri impieghi della stessa tipologia si riscontrano in ambito funerario e si tratta di sepolcri formati da un podio che sostiene un padiglione a giorno con all’interno la statua del defunto (Pompei, tomba degli Istacidi, età augustea). Edicole colonnate circolari contenenti statue sono spesso raffigurate in affreschi romani di II e III stile, di possibile derivazione dal paesaggio nilotico di tradizione alessandrina.

Bibliografia

Rambaldi S., Monopteros. Le edicole circolari nell’architettura dell’Italia romana, Bologna, 2002; Weber M., Baldachin und Statuenschrein, Roma, 1990.

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