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Foto 2 July10 | Motta | Storia dell'urbanistica

Definizione – Etimologia

In lat. volgare mut(t)a, è voce di origine probabilmente preromana, forse proveniente da mut, sporgenza. Vocabolo assai diffuso nella toponomastica, indica un tipo di fortificazione costituito da un terrapieno artificiale a pianta prevalentemente circolare, a forma troncoconica o di piramide tronca, sul quale spesso si erge una torre, racchiuso da un fossato e delimitato da un recinto abitativo realizzato in legno o in pietra. Sono termini correlati: ring-fort, luogo fortificato, tipico dell’antica Irlanda, costituito da un terrapieno o da un recinto in pietra, circondato da un fossato, al cui interno si disponevano uno o più edifici; basse-cour, recinto posto ai piedi della motta con funzioni abitative per la comunità rurale; donjon, torre principale, dalla fine del XII secolo costruita spesso sulla motta.

Generalità

Modello castrale in terra noto fin dall’antichità, si afferma prevalentemente durante il Medioevo diffondendosi soprattutto nell’Europa centrosettentrionale. La motta presenta una tipologia ben definita, contraddistinta da peculiari tecniche costruttive, da dimensioni quasi normalizzate e dalla tipicità della committenza, costituita prevalentemente da nobiltà locale.

La realizzazione di una motta di pianura, che non impiegasse una precedente fortificazione o un’altura esistente, si avvaleva di un procedimento costruttivo che implicava inizialmente la delimitazione dell’area prescelta con il tracciamento di una circonferenza di circa 100 m di diametro (solo dal XII secolo si avranno motte a pianta quadrangolare); intorno ad essa si scavava un fossato, possibilmente ampio e profondo, la cui terra di risulta veniva impiegata per il terrapieno centrale che raggiungeva mediamente i 10 m di altezza. Alla sua base una fitta palificata, realizzata con tronchi, serviva a contrastare gli smottamenti, mentre in sommità venivano costruiti edifici in legno o in muratura con destinazioni d’uso militari o abitative. Al centro della platea sommitale, raggiungibile mediante una rampa presidiata, era posta una torre, in alcuni casi racchiusa da una palizzata lignea o da una cortina muraria; lateralmente, invece, era collocato un recinto con le abitazioni.

La possibilità di costruire la motta con scarsi mezzi e l’ottima valenza difensiva ne permetteranno la rapida diffusione, in particolare in quei territori caratterizzati dall’inconsistenza di un dominio centrale. I primi esempi di motte medievali appaiono nella Francia orientale al termine del X secolo; saranno prevalentemente i Normanni a divulgarne il modello in Inghilterra e in Italia meridionale, dopo la conquista di questi territori; dall’XI secolo la motta si diffonde in Germania sudoccidentale e successivamente nei Paesi Bassi e Russia occidentale ma non in Svezia, Norvegia e nella penisola iberica. Non vi sono prove documentarie che attestino nuove edificazioni in Francia nord-occidentale e in Inghilterra dal termine del XII secolo anche se le motte verranno ancora ampiamente utilizzate.

Bibliografia

Bois M. et alii, Approche des plus anciennes formes castrales dans le royaume de Bourgogne-Provence (X-XII siècles), in Château Gaillard: Etudes de castellologie médiévale, XVI, in Actes du Colloque international, Luxembourg 1992, Caen 1994, pp. 57-68; Halbertsma H., Les fortifications de terre en Europe occidentale du X au XII siècle, in Colloque, Caen 1980, in «Archéologie médiévale», 11, 1981; Roberts B.K., Moats and Mottes, in «Medieval Archaeology», VIII, 1964, pp. 219-222.

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