Muraglia (muraglione) | Wikitecnica.com

Muraglia (muraglione)

Roma. I muraglioni sul Tevere all'altezza dell'Isola Tiberina (foto D. Sandhu).
Roma. I muraglioni sul Tevere all'altezza dell'Isola Tiberina (foto D. Sandhu).

Definizione

Opera difensiva o di contenimento in pietra in cui prevale l’estensione lineare, di notevoli dimensioni, si distingue da muro per l’idea di grandiosità e quindi di imponenza. Può essergli attribuito anche il significato negativo di muro rozzo e non rifinito, in rovina. Utilizzato anche in ambito archeologico. Anticamente muràgia, muràia, muràlgia, il termine deriva dal latino muralia, plurale neutro di muralis (del muro).

Generalità

Compare in uso dalla fine del XIV sec., frequente nel XVI sec. nella trattatistica e nel vocabolario tecnico-militare che si sviluppano con la necessità di edificare solide e innovative strutture difensive capaci di resistere alle mutate tecniche di assedio: il termine muraglia è alternativamente usato in equivalenza con la parola muro o mura come cinta fortificata di una città nella globalità del suo tracciato; ovvero se ne specifica l’essenza di cortina in mattoni e sassi in contrapposizione alle altre componenti architettoniche della fortificazione, come bastioni, terrapieni, fossato ecc. Nei secoli successivi, via via che le tecniche offensive si potenziano, la muraglia perde decisamente il fattore di preminenza difensiva, lasciandolo ai baluardi e ai forti innalzati in posizione avanzata rispetto alle città.
Anche elemento di separazione tra due stati o territori confinanti a scopo difensivo, come i limes, confini fortificati, tracciati dagli imperatori romani ai limiti dell’espansione imperiale: ad esempio, il Vallo di Adriano del 126 d.C. che si estendeva da costa a costa per circa 120 km a difendere la Britannia, successivamente rafforzato da una muraglia più a nord di circa 60 km, detta Vallo antonino; o la Grande muraglia cinese, lunga fino a 7.000 km costruita nei territori settentrionali della Cina per prevenire le incursioni mongole a partire dal III sec. a.C.
Con muraglione, accrescitivo di muraglia, si intende un’opera muraria di grandi dimensioni edificata al fine del contenimento di terrapieni o al fine di contenere le acque di un fiume durante le sue piena. In ambito urbano, a partire dalla metà e fine XIX secolo, svariate città fluviali, come Roma, Verona, Parigi, si sono dotate di muraglioni sacrificando l’aspetto paesaggistico più suggestivo e un contatto della città con il fiume, ma riuscendo solo in questo modo a salvaguardare l’abitato che ripetutamente nei secoli aveva subito inondazioni con notevoli danni alle costruzioni.

Bibliografia

Cassi Ramelli A., Dalle caverne ai rifugi blindati. Trenta secoli di architettura militare, Milano, Nuova Accademia, 1964;  De Vita R. (a cura), Castelli, torri e opere fortificate di Puglia, Bari 1974; Fara A., La città da guerra nell’Europa moderna, Torino, Einaudi, 1992; Frosoni P., Il Tevere. Le inondazioni di Roma e i provvedimenti presi dal Governo Italiano per evitarle, Roma Accademia Nazionale dei Lincei, 1977.

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