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Muro

Granada (Spagna), San Miguel Alto, arch. J. Torrecillas. Frammenti di lastre di granito locale, sono giustapposti a costituire questo muro, 2004.
Granada (Spagna), San Miguel Alto, arch. J. Torrecillas. Frammenti di lastre di granito locale, sono giustapposti a costituire questo muro, 2004.

Definizione – Etimologia

Lat. mùrus, antic. moerus, stessa radice di moenia, mura e munire, fortificare.
Struttura di piedritto, portante o non portante, ottenuta per giustapposizione di singoli elementi o a cassero.

Generalità

Sistema verticale, con lunghezza e altezza generalmente prevalenti sulla larghezza, ottenuto per giustapposizione di elementi individuali quali mattoni, conci di pietra, tronchi di legno. Gli elementi costituenti un muro possono essere aggregati a secco o con l’uso di malta. Una tipologia importante di muro è anche quella realizzata mediante tecnologie “a cassero” come quelle della terra cruda (torchìs e pisé de terre) e del cemento armato. Un muro può avere funzione portante o semplicemente chiudente, tra interno ed esterno, oppure funzionare da elemento divisorio tra ambienti. In particolare, a differenza dei sistemi portanti a traliccio, quelli murari possiedono la caratteristica di risolvere, con un unico atto costruttivo, sia il problema statico di costituirsi in struttura portante, sia quello spaziale di confinare gli ambienti interni. Si tratta, in altre parole, di sistemi, al tempo stesso, portanti e chiudenti.
Esiste un legame profondo tra tipologia di muro e cultura territoriale. Storicamente il muro, infatti, testimonia il modo in cui una società s’insedia in un dato luogo elaborandone le risorse, è la manifestazione prima di una cultura edile e ne condiziona fortemente l’identità: muro a secco, in pietra, in legno, in bambù, in terra cruda, in paglia, muro in mattoni, pietra e malta, disegnano paesaggi umani di grande fascino e forte identità.
A seconda della tecnologia adottata, quindi, si avranno diverse tipologie murarie con precise caratteristiche prestazionali. Il comportamento statico delle strutture murarie si è, infatti, venuto sempre più evolvendo, dai sistemi elementari a secco, la cui stabilità è garantita dalle forze poligonali che i diversi elementi giustapposti esercitano l’uno sull’altro, per la legge di gravità, all’adozioni di materiali plastici, come la malta, che indurendosi consentono di ripartire uniformemente i carichi insistenti sui singoli elementi, compensando eventuali irregolarità.
La ricerca sostenibile e i nuovi processi di prefabbricazione informatizzata stanno, però, riscoprendo le qualità dei sistemi a secco e, da alcuni anni, ne stanno perfezionando le caratteristiche sia meccaniche, sia prestazionali, aprendo un campo di ricerca originale e fortemente innovativo. Spesso, infatti, ai muri sono richieste caratteristiche che vanno oltre la semplice resistenza meccanica o quella agli agenti atmosferici, come la resistenza agli agenti chimici, una buona coibenza termica, particolari capacità insonorizzanti, oltre all’assoluta sostenibilità dei processi produttivi dei loro componenti. Caratteristiche a cui la prefabbricazione “in vitro”, resa possibile dagli strumenti informatici, fornisce soluzioni di grande interesse.
Un’ultima osservazione va fatta circa i rivestimenti superficiali. Quale che sia il materiale di rivestimento, si possono avere molteplici effetti cromatici e di tessitura, dal notevole effetto figurativo, che fanno della struttura muro, ancora oggi, uno degli elementi maggiormente caratterizzanti un organismo architettonico e uno dei filoni compositivi più interessanti dell’architettura contemporanea.

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