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Normativa prestazionale

Modello di strutturazione gerarchica della normativa prestazionale (da IRCC 2010 e Meacham, 1999).
Modello di strutturazione gerarchica della normativa prestazionale (da IRCC 2010 e Meacham, 1999).

Definizione

Il termine norma, o normativa (sistema di norme) prestazionale si riferisce a disposto normativo concernente l’attitudine all’impiego espressa come comportamento o funzionamento di un prodotto, di un processo o di un servizio, in uso o con riferimento all’uso (UNI CEI EN 45020:2007, Normazione e attività connesse, art. 7.8).
Il termine non è specifico del settore edilizio. Una norma prestazionale si differenzia da una norma descrittiva, che, pur riguardando l’attitudine all’impiego, concerne le caratteristiche di un prodotto, processo o servizio, e comporta generalmente indicazioni di progetto, di realizzazione, indicazioni dimensionali, sui materiali ecc. (UNI CEI EN 45020:2007, art. 7.7). Talvolta, la qualifica “prestazionale” è contrapposta a quella di “prescrittiva” (prescriptive), termine assunto spesso come sinonimo di “descrittiva”. Tanto una normativa prestazionale che una norma descrittiva possono costituire una disposizioni a carattere imperativo, precettivo, esecutorio.

Origine e sviluppo

Il National Bureau of Standards in USA pubblica già negli anni 1930-1940 alcuni standard edilizi prestazionali. È tuttavia negli anni 1970 che la emanazione di norme prestazionali edilizie si estende, con l’affermarsi di una cultura tecnologica esigenziale-prestazionale, volta a promuovere qualità, innovazione e, in particolare per l’ambito di normativa tecnica, il libero scambio e l’ampliamento dei mercati. Norme elaborate dall’ISO, Comitato Tecnico TC59 SC3, forniscono indicazioni sui contenuti di base di una norma prestazionale edilizia, sul modo con cui devono essere presentati (ISO 6240:1980 e ISO/WD 6240), sui principi e sui criteri (ISO 6241:1984 e ISO/WD 6241), sui contenuti e sul formato degli standard per la valutazione delle prestazioni edilizie (ISO 7162:1992 e ISO/WD 6240). Altre norme forniscono guide di riferimento per la elaborazione di standard riferiti a determinate esigenze o requisiti.
In ambito di normazione europea (norme CEN e CENELEC) nel settore edilizio, l’approccio prestazionale è stato adottato come metodo prioritario sulla base della Direttiva 89/106/CEE – Direttiva del Consiglio del 21 Dicembre 1988 relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti i prodotti da costruzione (G.U.C.E. del 11 Febbraio 1989 – L 40 e G.U.C.E del 30 Agosto 1993 – L 220). Secondo tale direttiva le norme sui prodotti da costruzione devono essere espresse, per quanto possibile in base allo stato delle conoscenze e alle condizioni del mercato, in termini di norme prestazionali e i criteri e i livelli di prestazione richiesti devono essere derivati dai requisiti “essenziali”, e relative classi prestazionali, riferiti alle opere nelle quali i prodotti sono da utilizzare. La Direttiva 89/106 (CPD) sarà sostituita da un Regolamento per i Prodotti da Costruzione (CPR), sempre improntato all’approccio prestazionale.
In determinati ambiti (energia, fuoco, sicurezza strutturale, acustica ecc.) l’approccio prestazionale è ormai adottato nella regolamentazione edilizia nazionale, negli Stati Membri della Unione Europea tale approccio consegue in molti casi a disposizioni contenute in specifiche Direttive europee.

Oggetto, campo e livello

L’oggetto di una norma prestazionale è per definizione un prodotto (ad es. una costruzione, un edificio, le sue parti, i componenti, i materiali), un processo (ad es. una procedura di appalto, un procedimento costruttivo), un servizio (ad es. di manutenzione, di gestione energetica). Più comunemente in ambito edilizio una norma prestazionale fa riferimento al concetto di prestazione edilizia e ha per oggetto l’organismo edilizio e le sue parti. I campi della normativa prestazionale sono articolati in rapporto a settori tecnologici e/o ambiti disciplinari, per esempio: norme prestazionali energetiche, strutturali, norme prestazionali per sistemi di facciata ecc.

Articolazione dei contenuti

Il corpo principale di una norma prestazionale è costituito dalla enunciazione delle condizioni di uso di riferimento (destinazione di uso, contesto, azioni ), del o dei requisiti e, per ciascun requisito, dalla enunciazione dei criteri di prestazione, della relativa specificazione di prestazione, dei metodi di verifica prestazionale, delle modalità di informazione da fornire sulle prestazioni. Tali contenuti possono essere articolati in più documenti normativi fra di loro relazionati e citati con richiami nei singoli documenti.

Modello dei principi della normazione prestazionale

In sintesi il dato caratteristico di una norma edilizia prestazionale è che essa, invece di indicare cosa deve essere costruito e come, enuncia requisiti nella forma di funzioni che l’edificio deve svolgere e come le deve adempiere e come devono essere valutate.
Sono stati proposti alcuni modelli di strutturazione gerarchica del sistema normativo su basi prestazionali: dal Systems Approach dello US National Bureau of Standards dei primi anni ’70 e dal modello del Nordic Committee on Building Regulation (NKB ) del 1976, al modello performance-based approach proposto dallo Inter-jurisdictional Regulatory Collaboration Committee (IRCC) nel 2010. Quest’ultimo sviluppa il precedente in particolare per la definizione dei target prestazionali, in rapporto ai livelli di prestazione/rischio che si ritiene di potere perseguire/accettare. Inoltre il modello illustra come i metodi di verifica e di valutazione, nonché le soluzioni e le guide alla progettazione possano esser utilizzati per dimostrare la conformità prestazionale.

Bibliografia

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Tubbes B.A. (a cura), Performance Based Building Regulatory Systems, Atti di convegno, CIB, n. 299, Rotterdam 2004.

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