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Normativa tecnica locale

Definizione

Nell’accezione più generale del termine, la normativa tecnica è un insieme strutturato di norme, ovvero, “convenzioni” tra produttori e consumatori per garantire la qualità di un prodotto o di un processo.
La Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998, definisce la norma una “specifica tecnica – approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa – per applicazione ripetuta o continua, la cui osservanza non sia obbligatoria e che appartenga ad una delle seguenti categorie:

  • norma internazionale (ISO)
  • norma europea (EN)
  • norma nazionale (UNI).

Le norme tecniche sono di applicazione volontaria, hanno caratteristiche di consensualità, democraticità e trasparenza e forniscono riferimenti certi agli operatori, attraverso regole, linee guida o caratteristiche, relative a un processo, prodotto o servizio, al fine di ottenere elevati livelli qualitativi.
Con particolare riferimento al settore delle costruzioni, oltre ai suddetti livelli riconosciuti di norme tecniche, esiste un ulteriore livello, a carattere sub-nazionale, comprendente gli apparati normativi che governano il territorio regionale, ma anche provinciale e comunale, definito come normativa tecnica “locale”.
La normativa tecnica locale rappresenta, quindi, l’insieme di norme, guide comportamentali, regolamenti, che guidano gli interventi sul territorio locale, a diverse scale di problemi.

Derivazione

La rapida evoluzione di materiali, tecnologie e processi produttivi negli ultimi anni, ha profondamente modificato l’attività progettuale in architettura, consentendo, allo stesso tempo, grandi possibilità e alternative nella definizione delle soluzioni tecnico/costruttive. Con queste possibilità sono cresciuti, tuttavia, anche i rischi di commettere errori.
A fronte e in risposta a questi nuovi problemi, la maggior parte degli apparati normativi è caratterizzato da una eccessiva rigidezza, oltre che da un mancato rinnovamento e approfondimento delle questioni tecniche connesse al soddisfacimento delle esigenze di sicurezza, benessere, fruibilità, accessibilità, durata e gestione nel tempo dell’opera. Le principali modificazioni che la normativa tecnica ha subito negli anni, possono essere individuate nella volontà di superare il carattere troppo spesso vincolistico della stessa e nell’affermazione del concetto di “prestazionalità”. Un principio in base al quale ogni atto di trasformazione ambientale e costruttiva, deve essere motivato dalle esigenze insediative dei destinatari dell’intervento.
Regole e norme tecniche, non rientrano, molto spesso, in una strategia sistemica di intervento sul territorio, che superi il carattere troppo spesso generalizzante degli altri livelli normativi, per orientarsi verso prescrizioni costruite sulla specificità del contesto e sulla sostenibilità degli interventi. Questioni che rendono forte la necessità di disporre di un livello normativo attento alle situazioni locali, che anteponga, a qualsiasi tipo di prescrizione, la conoscenza dei caratteri dell’ambito di intervento, per poter intervenire in maniera appropriata sul territorio. Ne è un esempio l’azione di integrazione dei requisiti cogenti di molti regolamenti edilizi comunali, con requisiti volontari, che contribuiscono all’evoluzione dell’apparato normativo locale per gli interventi ex-novo, rispetto alle attuali disposizioni su risparmio energetico e riduzione di risorse.
Le ragioni di un livello normativo di tipo locale riguardano, quindi, la scala dei problemi da affrontare e la necessità di preservare la singolarità di ogni intervento, attraverso una organica conoscenza di ogni componente locale, al fine di indirizzare gli interventi progettuali in modo appropriato e sostenibile.
Per tale motivo, il livello “locale” della normativa, è ancora più importante per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, per il quale, la specificità di un intervento che parta dalla conoscenza dei caratteri della preesistenza, attraverso opportuni piani di conoscenza, diventa fondamentale per poter raggiungere elevati livelli qualitativi.
Partendo dalla constatazione che esiste sempre una “individualità” dell’intervento che non consente rigide standardizzazioni e che la sostenibilità delle azioni sia nel rispetto del “codice genetico”, un esempio di normativa tecnica locale (NTL) per il recupero dei centri storici minori nel territorio calabrese, è stato proposto dall’unità operativa STOA (Scienze e Tecniche per l’Operatività in Architettura, resp. scient. Prof. A. Nesi), della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, che da anni si occupa di tale problematica. Si tratta di studi che propongono agli amministratori locali di centri storici compresi tra 500 e 10.000 abitanti, oltre che ai progettisti e agli operatori edilizi, guide comportamentali, costruite sulla specificità dei caratteri locali: particolari manuali, capaci di promuovere la conoscenza e la diffusione dei caratteri territoriali e l’uso di soluzioni tecniche non precostituite, ma compatibili e appropriate rispetto al contesto; non impedendo le trasformazioni, ma cercando di limitarne la arbitrarietà e la dannosità per l’ambiente.
La NTL rappresenta l’ultimo livello gerarchico di un sistema di azioni prodotto e sperimentato negli stessi studi condotti, che ha portato ad elaborare, nel complesso, tre strumentazioni tecniche, strettamente correlate:

  • il piano programma di conoscenza (PCC);
  • il sistema di protocolli (PR);
  • la normativa tecnica locale (NTL).

Il PCC e il PR, rappresentano i due apparati tecnici della NTL.
La NTL è costruita sul piano programma di conoscenza (PCC), finalizzato ad acquisire dati analitici di conoscenza d’intervento e della conformazione del manufatto preesistente, e sul sistema di protocolli (PR), ovvero, percorsi valutativi finalizzati alla diagnosi dell’intervento e al controllo dell’intero processo. Nuovi strumenti che aggiungono al codice di pratica, convenzionalmente costruito sull’individuazione di “tipi” e di norme articolate ma generali, il concetto di specificità del contesto.
La struttura di tale NTL è pensata per un’utilizzazione diretta in fase di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva, con riferimento alle tre azioni d’intervento: interventi urbanistici preventivi di iniziativa pubblica o privata; interventi edilizi diretti; interventi speciali su aree pubbliche e di iniziativa pubblica.
Nell’ambito di applicazione della NTL, sono ammesse tutte le categorie d’intervento convenzionalmente codificate e classificate:

  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione straordinaria;
  • restauro e risanamento conservativo;
  • demolizioni senza ricostruzione;
  • ristrutturazioni edilizie;
  • ristrutturazione urbanistica e nuova edificazione in aree soggette a strumento urbanistico.
Bibliografia

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