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Oasi

Definizione – Etimologia

Deriva dal latino oasis, a sua volta dal greco óasis, di origine egiziana (secondo alcuni da uah, stazione, ma l’etimologia è contestata).
L’oasi è un’area desertica nella quale affiora l’acqua, consentendo la crescita di vegetazione e favorendo l’insediamento umano.

Generalità

Le dimensioni di un’oasi dipendono strettamente dalla quantità e dall’estensione dell’acqua: in genere le oasi sono piuttosto piccole, poiché l’acqua può provenire da fiumi o sorgenti, ma più spesso emerge da falde sotterranee raggiungibili solo attraverso pozzi o canali. Molte oasi, quindi, hanno un’estensione ridotta, ma le più grandi, presenti lungo i fiumi Nilo ed Eufrate, sono densamente abitate e sfruttate per l’agricoltura.
Si potrebbe erroneamente ritenere che un’oasi sia un ambiente esclusivamente naturale, ma in realtà l’antropizzazione in essa è evidente: l’oasi non è solo un fenomeno di affioramento dell’acqua, ma anche il risultato dello sforzo dell’uomo di coltivare un terreno per lo più sterile. La coltivazione nelle oasi (che principalmente producono datteri, fichi, albicocche, olive e più raramente cereali) è fortemente regolamentata, grazie a complesse opere d’irrigazione, e talora si erigono dune sabbiose protettive ai margini della stessa. L’ambiente fertile di una oasi rende autosufficienti le popolazioni che vi s’insediano, sia che si tratti di nomadi per le oasi più piccole che di abitanti stanziali per le più grandi.
Le oasi sono un elemento essenziale nelle vie carovaniere e commerciali del deserto, per via della difficoltà di approvvigionamento di acqua e cibo nei climi aridi. Il loro controllo, però, non influenza soltanto il commercio ma anche la vita politica e sociale delle popolazioni, come avviene nel caso della città-oasi di Ghadames, situata in Libia vicino al confine con Algeria e Tunisia. La città, abitata da berberi sedentari ma con una cospicua minoranza di tuareg nomadi, è stata per diversi decenni al centro delle dispute territoriali tra gli stati e i gruppi etnici confinanti: per il suo ruolo strategico sulle rotte carovaniere che attraversano il deserto sahariano, dopo essere stata occupata dagli Italiani nel 1924 e dai Francesi nel 1943, è stata poi integrata nello stato libico nel 1956.

Tipologie

Non è facile individuare una o più tipologie definite di oasi, poiché le variabili locali modificano enormemente l’aspetto e l’organizzazione di ognuna di esse, basate anche su architetture provvisorie ed effimere. Tuttavia, è evidente che intorno ai pozzi o alle sorgenti d’acqua si concentrano i gruppi più sedentari, mentre le carovane vengono sistemate ai margini, in luoghi di riparo e accoglienza per le merci e gli eventuali animali da trasporto, ormai sempre più spesso sostituiti da mezzi a motore. Il passaggio delle carovane ha anche dato origine al caravanserraglio, una tipologia di edificio costituito da un ampio cortile e da un porticato circostante, spesso circondato da mura in cui si apre un unico ampio portale per favorire il passaggio dei cammelli; destinato all’alloggio dei viandanti, comprendeva stanze dedicate al commercio, all’abbeveramento di animali e uomini e talora ad abluzioni rituali. Oggi i caravanserragli, un tempo molto diffusi soprattutto in territorio persiano, stanno recuperando la loro funzione, rivolta principalmente a finalità turistiche.

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