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Opistòdomo

Definizione

Dal gr. ὄπισθεν (dietro) e δόμος (casa), è l’ambiente del tempio greco posto sul retro del naos e speculare al pronaos. Non è comunicante con la cella, ma è aperto solo verso l’esterno; è infatti chiuso da muri su tre lati ed aperto sul quarto, schermato da un diaframma di colonne alle quali fanno riscontro le ante, alla terminazione dei muri dei lati lunghi del tempio.

Generalità

Solitamente è un vano distilo in antis, ovvero con due colonne tra le ante; se chiuso da cancellate, può funzionare come thesaurus. Caratteristico dei templi arcaici della Madrepatria, è insolito, invece, nei templi coevi della Sicilia e della Magna Grecia, dove si diffonderà solo intorno al V sec. a.C. (tempio di Atena a Siracusa). Non è presente neppure nella tradizione arcaica d’Asia Minore, dove si affermerà solo a partire dalla metà del IV sec. a.C. (tempio di Athena Polias a Priene).

Bibliografia

Rocco G., Guida alla lettura degli ordini architettonici antichi, I. Il Dorico, Napoli, 1994, pp. 41, 67, n. 5, 79, n. 25.

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