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Originalità

Imagen006 | Originalità | Restauro

Originale, dal latino orior, oriens, “oriente”. Innovatività, autenticità, genuinità. Carattere nuovo, inedito, anticonformista. Opera originale, ivi comprese le possibili, eventuali addizioni intercorse con il tempo, purché congrue rispetto al mantenimento dell’identità sostanziale dell’opera stessa. Perciò, l’originale include l’originario, come sua parte intrinseca costitutiva, ma non esclusiva. Pertanto, non tutto ciò che è originale è anche originario. Originale si contrappone a copia e a riproduzione e si distingue da originario. L’originalità è caratteristica dell’opera dell’artista a cui l’opera stessa è attribuita: ma, in architettura, il problema è stemperato dalla circostanza secondo cui si tratta di una creazione collettiva, a più mani, dove l’autografia è sovente riservata in gran parte al progetto, là dove l’esecuzione può vedere partecipe l’architetto progettista o no. 
D’altra parte, oggigiorno, lo stesso concetto di opera è posto in discussione, in rapporto alla teoria estetica della ricezione, soprattutto ascrivibile alla Scuola di Costanza. Del resto, l’idea di originale non fa che ribadire l’attenzione sul manufatto concreto, com’è d’obbligo nel mondo del restauro, attento ai testi eseguiti, molto più che non a quelli solo disegnati e previsti, ma non realizzati. Con ciò, ci si contrappone alla retorica del progetto a cui indulgono molti architetti odierni, mentre si sottolinea l’importanza di confrontarsi con la fabbrica concreta, nelle sue caratteristiche costitutive, nel suo invecchiamento, nel suo degrado, intesa come testo privilegiato.

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