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Ossario

Definizione

Costruzione sacra il cui nome deriva dal termine lat. ossàrium, deposito di ossa umane. L’ossario può essere un edificio o un ambiente nel quale si raccolgono e si conservano i resti delle spoglie dei defunti esumati dalla loro sepoltura. Considerato sia come struttura facente parte di un cimitero, sia come struttura autonoma, anche monumentale, nel caso in cui raccolga le spoglie di persone morte in numero rilevante in speciali circostanze che avevano impedito la normale sepoltura (epidemie, catastrofi e soprattutto guerre), l’ossario fino a tutto il secolo XVIII era allestito in cappelle particolari all’interno delle chiese, mentre oggi, nei cimiteri, è costituito, nella maggioranza dei casi, da numerose cellette dove si raccolgono le ossa di salme precedentemente inumate.

Generalità

Negli ossari trovano soprattutto ubicazione i feretri provenienti dai Campi per inumazioni comuni, da cui, trascorsi dieci anni dalla inumazione i cadaveri devono essere esumati e le fosse rese disponibili per nuove sepolture.

Colombari per ossarietti

I resti delle salme esumate, chiusi in cassette di zinco, possono essere, in seguito a richiesta dei familiari del defunto, deposti in piccoli loculi detti anche cellette o ossarietti. Ogni ossarietto deve avere le seguenti dimensioni minime interne: 70x30x30 cm (lunghezza x larghezza x altezza). Possono essere realizzati con diverse tecniche costruttive anche se comunemente si preferisce ricorrere all’uso di elementi prefabbricati. La chiusura esterna può essere effettuata semplicemente con “piastra in marmo o altro materiale resistente all’azione degli agenti atmosferici” (circolare esplicativa n. 24/1993). La permanenza dei resti in un ossarietto è stabilita in 99 anni. Un celebre esempio di tale struttura è costituito dall’ossario del Cimitero di San Cataldo a Modena, progettato da Aldo Rossi nel 1971.

Ossario comune

Ogni cimitero deve avere un ossario comune dove deporre i resti delle salme esumate non richieste dai familiari. La sua costruzione deve essere concepita in modo tale che “le ossa siano sottratte alla vista del pubblico”, secondo quanto stabilito dall’art. 67 del d.p.r. 285/1990. Per occultare le ossa alla vista, frequentemente l’ossario comune è realizzato in una cripta sotterranea cui solo il personale autorizzato può accedere.

Ossario monumentale

Costruzione o complesso di costruzioni a scopo sacro e commemorativo in cui vengono raccolti i resti di gruppi di persone decedute in determinate circostanze, come battaglie e massacri. Architetture funerarie, con il passare del tempo diventano sempre più delle costruzioni rappresentative, il cui scopo è spesso quello di ricordare un particolare evento luttuoso che coinvolge la comunità, oltre che dare sistemazione adeguata a un numero straordinario di salme.

Gli ossari monumentali garantivano in questo senso una degna sepoltura per numerose salme altrimenti abbandonate e, al tempo stesso, permettevano la bonifica dei terreni, luogo di battaglie, da restituire all’uso agricolo. Spesso gli ossari monumentali, soprattutto nell’Ottocento, sono strutture di grandi dimensioni e connotate da un simbolismo che ne determina la forte verticalità, come nel caso dell’Ossario di Magenta, costituito da un massiccio obelisco alto 35 metri e largo 8 alla base e l’Ossario di Custoza, riconoscibile per il suo sviluppo verticale di quasi 40 m. In altre situazioni, l’ossario monumentale può essere ospitato in una chiesa, appositamente costruita o preesistente, come nei casi dell’Ossario di San Martino della Battaglia e di Solferino.

Bibliografia

Bertolaccini L., Città e cimiteri. Dall’eredità medioevale alla codificazione, Roma, 2004; Bertolaccini L., Valenti A., Dal monumento collettivo alla tomba di famiglia, in Albisinni P., Il disegno della memoria, Roma, 1994; Portoghesi P., Dizionario enciclopedico di architettura e di urbanistica, Roma, 1969; Strappa G. (a cura), Edilizia per il culto, Torino, 2005.

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