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Pantheon (panteon)

Roma, sezione longitudinale del Pantheon.
Roma, sezione longitudinale del Pantheon.

Definizione

Termine latino di derivazione greca significa ‘tempio di tutti gli dei’; in forma estesa è utilizzato per edifici ospitanti tombe di uomini illustri (es. Sainte-Geneviève, Pantheon di Parigi).

Il Pantheon di Roma

Sin dalla sua fondazione nel 27 a.C., il Pantheon di Roma è stato per l’eccellenza e la peculiarità della sua architettura uno tra i monumenti più ammirati e studiati nel corso dei secoli. Innalzato da M. Vipsanio Agrippa nella Palus Caprae in Campo Marzio, bruciò nell’80 d.C. e dopo la ricostruzione arse ancora nel 110. Studi recenti riconducono gli inizi della ricostruzione, per lungo tempo attribuita interamente all’età e alla cultura adrianee, agli ultimi anni e cantieri di Traiano, presumendo Apollodoro di Damasco come progettista.
L’impianto è costituito da: un pronao, con otto colonne corinzie e timpano triangolare, un corpo intermedio con all’interno due scale ad andamento triangolare e una rotonda, il cui diametro di 43,44 m è pari all’altezza delle cupola emisferica che la ricopre e che riceve luce da un oculo di m 8,92 (Ø). La struttura, conglomerato cementizio con un’ossatura in laterizio, mentre imposta sulle fondazioni di pronao e cella di età augustea, di analoga geometria, è nella copertura piena espressione dell’architettura adrianea.

Bibliografia

Fine Licht K. de, The Rotunda in Rome. A Study of Hadrian’s Pantheon, Copenhagen, 1968; Heilmeyer W.D., Apollodorus von Damaskus, der Architekt des Pantheon, in «Jahrbuch des Deutschen Archäologischen Instituts», 90, 1975, pp. 316–347; Martines G., La struttura del Pantheon velut regionem fornicam, in «Quaderni dell’Istituto di Storia dell’Architettura», 41, 2003 (ma 2004), pp. 3–16; Viscogliosi A., Il Pantheon e Apollodoro di Damasco, in Tra Damasco e Roma. L’architettura di Apollodoro nella cultura classica, Roma, 2001, pp. 156–161; Wilson J., Principles of Roman architecture, New Haven-London, 2000.

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