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Pattern

La parola inglese pattern significa tracciato, schema ricorrente, modello. Nel campo dell’architettura, del design e della grafica, indica la ripetizione di un elemento modulare, secondo uno schema, una griglia o una configurazione riconoscibile. La realizzazione di un pattern, nell’ambito delle arti visive, è orientato alla creazione di motivi ornamentali e decorativi su una superficie. Esempi significativi sono i mosaici dell’Alhambra di Granada, le pavimentazioni in marmo o in cotto di palazzi nobiliari italiani, i motivi decorativi dell’arte islamica, con disegni geometrici policromi.
Dal punto di vista operativo, per creare un pattern, si può partire da figure geometriche anche semplici, scomponendole secondo nuovi tracciati, riferiti alla struttura “portante”, “modulare” o “proiettiva” della figura stessa. Definito il modulo di base che può essere caratterizzato da tassellature geometriche di colore diverso si può ripetere lo stesso secondo i principi della simmetria ovvero compiendo operazioni di traslazione, riflessione, rotazione e glisso-riflessione. Le combinazioni di figure geometriche più o meno complesse e di variabili cromatiche, come si può immaginare, possono dare luogo a infinite configurazioni.
Si può parlare ancora di pattern grafico anche per i motivi floreali della carta da parati, per disegni non geometrici, vagamente ispirati alla natura, estendendo il concetto a matrici organiche e anisotrope, purché lo schema ripetuto, il tracciato (path) sia ancora ravvisabile nell’apparente casualità della materia. Le ramificazioni di una pianta, le giaciture accidentali delle canne di bambù, le macchie di un leopardo, come la composizione irregolare della struttura a “nido di uccello” dello stadio olimpico di Pechino, possono definire un pattern, nella misura in cui, secondo i noti principi della Gestalt, è ancora riconoscibile una “configurazione”, una struttura, un criterio di omogeneità e di ordine.

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