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Pentapoli

Definizione -Etimologia

Il termine pentapoli deriva dal greco Πεντάπολις (dal latino pentapolis), ovvero “cinque città”; nell’antichità classica indicava un complesso costituito da cinque nuclei urbani geograficamente vicini. La decisione di allearsi formando una confederazione di città dipendeva da ragioni di natura politica, militare, economica, amministrativa e religiosa.

Derivazione – Processo formativo e filoni tipologici

La nascita delle pentapoli ha origini antiche. La pentapoli biblica si era formata in Palestina all’epoca di Abramo e comprendeva Sodoma, Gomorra, Adama, Zeboim e Zoar. Successivamente divenne un vero e proprio fenomeno politico-sociale. In Asia Minore, nel VI-V secolo a.C., esisteva la pentapoli dorica, sorta per questioni religiose e formata da Camiro, Cnido, Coo, Ialiso e Lindo. In Africa settentrionale, nel periodo ellenistico, si formò una delle pentapoli più note, la pentapoli Libica o Cirenaica, costituita dall’unione di cinque colonie greche della Cirenaica: Cirene, Arsinoe, Berenice-Bengasi, Apollonia, Tolemaide. La pentapoli Mozabita, invece, raggruppava cinque città di religione islamica, quali El Atteuf, Bou Noura, Melika, Beni Isguen, Ghardaia.
In Italia si sono costituite importanti pentapoli. Nella regione laziale, in provincia di Frosinone, esisteva la pentapoli Saturnia, costituita dalle città saturnie di Alatri, Anagni, Aquino, Arpino e Atina, così denominate perché, secondo il mito, fondate dal dio Saturno durante l’età dell’oro. In Sicilia la più famosa pentapoli era quella siracusana, formata dai cinque quartieri della Siracusa greca: Ortigia, Akradina, Tike, Neapolis, Epipolis. La descrive nel dettaglio il viaggiatore francese Albert Jouvin (1672): «Siracusa era formata da quattro città separate l’una dall’altra da proprie mura ma racchiuse tutte insieme da un’unica cinta difesa da diversi castelli e da potenti torri … Tra le quattro città chiamate Napoli, Tica, Acradina ed Ortigia la più importante era Acradina, nella quale si trovavano l’imponente palazzo dei Magistrati, un’ampia piazza delimitata da bei portici, il famoso tempio di Giove e strade tutte larghe, diritte come tirate a squadra, con bellissimi edifici. La seconda era Napoli, con un grande anfiteatro, due magnifici templi, dedicati l’uno alla Dea Cerere e l’altro alla Dea Libera, e la monumentale statua di Apollo collocata in una grande piazza. Nella terza, la più popolosa, erano il Collegio e diversi templi; infine, nell’isola di Ortigia, così era chiamata la quarta, sorgeva all’ingresso il Palazzo Reale di Jerone; più in là erano i due grandi templi di Diana e di Minerva e la famosa fontana Aretusa… A queste quattro città qualcuno aggiunge il Castello Eurialo, nel quartiere Epipoli, dove erano gli alloggiamenti militari».
In epoca bizantina, una prima pentapoli era quella costituita dalle città di Ravenna, Forlì, Forlimpopoli, Classe e Cesarea, diventata uno dei sette distretti militari dell’Esarcato d’Italia. Successivamente si formarono anche doppi raggruppamenti di città (decapolis) congiunte nel “Ducato delle due pentapoli”. Esisteva, infatti, la pentapoli Marittima, formata dalle cinque città episcopali lungo la costa adriatica: Rimini, Pesaro, Fano, Senigallia e Ancona; questi centri portuali consentivano il collegamento via mare tra Ravenna, capitale dei domini bizantini in Italia, il cui porto era paludoso e impraticabile alle navi provenienti da Bisanzio, e il porto di Ancona, contraddistinto da profondi fondali. La Pentapoli Montana o Annonaria era invece costituita dalle città vescovili di Urbino, Cagli, Jesi, Gubbio e Fossombrone. Questa doppia pentapoli fu occupata dai Longobardi e, intorno alla metà dell’ VIII secolo, venne donata dal re dei Franchi Pipino il Breve alla Chiesa (Donatio Carisiaca), costituendo, con l’esarcato di Ravenna, il primo nucleo dello Stato Pontificio.

Bibliografia

Jouvin A., Voyage d’Italie et de Malthe 1672, ed. di Dufour L., Catania, 1995, pp. 120-121; Kraeling C.H., Ptolemais: city of the Libyan Pentapolis, Chicago, 1962.

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