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Pianura

Definizione – Etimologia

Dal latino planus, la pianura è un territorio situato di solito a basse altitudini e caratterizzato da modesti dislivelli di quota. 
Si forma in genere per effetto dei depositi alluvionali fluviali ed è una superficie piuttosto estesa. Si dicono, invece, “altopiani”, le pianure ad altitudini notevolmente superiori al livello del mare che si formano per lo più tra catene montuose. 
Per sua natura, la pianura è più idonea della montagna allo sfruttamento agricolo e quindi possiede un’importanza strategica nell’economia di ogni regione terrestre, sin dai tempi della civiltà mesopotamica, fiorita nella pianura compresa tra i fiumi Tigri ed Eufrate, tanto fertile da essere considerata culla delle prime società organizzate. 
Esistono diversi tipi di pianura, tra cui la pianura litorale (vicina al mare), la pianura vulcanica (formatasi per effetto delle colate laviche, come nel caso della Piana di Catania in Sicilia), la pianura ondulata (con il suo tipico andamento lievemente irregolare) e la pianura alluvionale.

La Pianura Padana

Il più importante esempio di quest’ultimo tipo, in Italia, è la Pianura Padana, formatasi dopo le glaciazioni e il ritiro dei ghiacciai, per effetto dei detriti alluvionali portati dal Po e dagli altri corsi d’acqua. 
La storia della Pianura Padana s’intreccia prima con quella dei Comuni medievali, poi con quella dell’industrializzazione e dello sfruttamento agricolo intensivo in Italia. 
Oggi la Pianura Padana è anche sede di una megalopoli in formazione, paragonabile per traffici commerciali e densità urbane ad altri contesti mondiali densamente popolati: questa megalopoli padana travalica i confini nazionali e si configura come uno dei poli urbani europei più attivi.

Bibliografia

Ferrari C., Gambi L. (a cura), Un Po di terra. Guida all’ambiente della bassa Pianura Padana e alla sua storia, Reggio Emilia, 2000; Turri E., La megalopoli padana, Venezia, 2007.

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