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Planimetro

Definizione

Strumento per la misura dell’area di una superficie piana con contorno qualunque, perlopiù disegnata in scala.

Generalità

Lo strumento, ormai quasi in disuso, fu inventato attorno al 1815, ed ebbe ampia diffusione sino alla seconda metà del secolo XX. Il tipo più diffuso era il planimetro polare, realizzato da Jacob Amstel nel 1854, costituito da due aste collegate da uno snodo. L’estremità della prima, detta polo, viene fissata al disegno con un peso. All’estremità della seconda si trova una punta, detta calcatoio, con cui si percorre il contorno dell’area da misurare. Il numero di giri di una rotella che scorre sul foglio collegata a un tamburo graduato, posta in prossimità dello snodo con asse parallelo alla seconda asta, corrisponde all’area cercata, a meno di una costante di proporzionalità che va determinata sperimentalmente o impostata alla taratura dello strumento. La lettura delle frazioni di giro del tamburo è semplificata da un nonio, sostituito nei modelli più recenti da un lettore digitale.

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