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Prisma

Definizione

Poliedro definito da due facce poligonali uguali, dette basi, poste con uguale orientamento su piani paralleli, e da una serie di parallelogrammi, detti facce laterali, che collegano i lati corrispondenti delle basi a due a due. Prisma retto è quello nel quale i parallelogrammi sono rettangoli.
Prisma è anche la porzione di spazio contenuta dal poliedro. Si dice parallelepipedo quando i parallelogrammi di collegamento sono quattro, a due a due paralleli tra loro.
Il cubo è il prisma parallelepipedo retto più semplice e regolare.

Generalità

I prismoidi sono poliedri nei quali le due basi non sono uguali o ugualmente orientate, pur avendo uguale numero di lati, e nei quali le facce laterali non sono dunque piane ma sono porzioni di parabolide iperbolico. Prismoidi sono anche i poliedri per i quali alcuni lati delle basi degenerano in punti, dando luogo a facce laterali composte da triangoli. Notevoli in architettura sono i pilastri a forma di prismoide progettati da P. Nervi, a sostegno del viadotto del Villaggio Olimpico a Roma.
In ottica è il solido in materiale cristallino, o comunque trasparente, avente le due basi generalmente triangolari, usato per rifrangere i raggi luminosi in modo che i colori formanti una luce policromatica, per il loro diverso angolo di rifrazione, si separino dando luogo alla banda specifica di quella sorgente; la luce solare dà luogo alla banda cromatica dell’iride (arcobaleno).
In fotografia un prisma generalmente pentagonale (pentaprisma) è usato per deflettere la luce nelle macchine reflex, vale a dire quelle in cui lo stesso raggio di luce è diretto alternativamente, a mezzo di uno specchio rotante, verso l’oculare (o anche sullo schermo del mirino) oppure verso la lastra fotosensibile.

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