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Quotatura

Definizione – Etimologia

Il termine deriva dal latino quotus, con il significato di «in qual numero, quanto», ed era utilizzato dai romani per indicare il numero di serie verticale in un muro in mattoni come corrispettivo dell’altezza. Per quotatura si intende l’operazione di trascrizione delle dimensioni (lineari ed angolari) di un oggetto rappresentato in forma grafica, trattasi di oggetto esistente, rilievo o inventato progetto. Una quotatura esprime la misura di un elemento o la misura della distanza tra due elementi e viene rappresentata da una linea di misura confinata tra due linee di riferimento (ortogonali alla linea di misura). Le estremità della linea di misura sono solitamente evidenziate con frecce o tratti obliqui e il valore numerico della quota (in metri e sottomultipli per le dimensioni lineari, in gradi per quelle angolari) è sempre riferito alle dimensioni reali, indipendentemente dalla scala. La quotatura di un disegno si realizza indicando un insieme di quote necessario e sufficiente al completo dimensionamento dell’oggetto rappresentato. Laddove possa risultare utile alla chiarezza del disegno le linee di misura si possono tracciare inclinate, piuttosto che perpendicolari alle linee di riferimento.

Cenni storici

Se le convenzioni grafiche del disegno architettonico prendono forma intorno al XIII sec. in concomitanza con lo sviluppo dell’architettura gotica in Europa, grazie anche agli spunti di disegnatori quali Villard De Hinnecourt. Il primo Rinascimento, con la riscoperta della dottrina di Vitruvio, portano alla proliferazione di un’imponente stagione di trattatistica, a cura di teorici quali il Filarete o Francesco di Giorgio Martini, in cui le convenzioni grafiche, contestualmente al rilievo architettonico-urbanistico, si perfezionano sino a un approccio sempre più scientifico e meno soggettivo.

Sensi usati in architettura

Nelle rappresentazioni grafiche progettuali le norme tecniche, in particolare le UNI EN ISO 129:2011, specificano i criteri con i quali effettuare la quotatura. Tra essi vi sono specifiche convenzioni per la rappresentazione di linee di misura e di riferimento. Le linee di misura devono essere esterne alla figura, regolarmente distanziate dal suo contorno e tra loro, parallele alla dimensione a cui si riferiscono, e le minori sono poste più vicino alla figura rispetto le maggiori. Le linee di riferimento sono perpendicolari a quelle di misura e superano leggermente il punto di intersezione. Per ciò che concerne i criteri di scrittura, le cifre delle quote sono riportate sopra e al centro della linea di misura e non devono mai essere tagliate. La posizione delle cifre deve permettere di leggerle dal basso verso l’alto del foglio, e da destra verso sinistra. Riportano valori espressi in millimetri nel disegno meccanico, mentre possono essere espresse anche in centimetri o metri nel disegno architettonico. A prescindere dalla scala grafica utilizzata nel disegno, le quote devono sempre corrispondere alle misure reali di quanto rappresentato.

Bibliografia

Coppo D., Boido C., Rilievo urbano: conoscenza e rappresentazione della città consolidata, Firenze, 2010; Falcidieno M.L., Le scienze per l’architettura, Firenze, 2011; Recht R., Il disegno d’architettura, origine e funzioni, Milano, 2001.

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