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Resine Naturali (restauro)

Definizione

Sostanze liquide o solide a struttura amorfa, solubili in solventi organici, ricavate da numerose piante per essudazione spontanea o da incisioni praticate sul tronco; altre tipologie di resine hanno natura semifossile (copale) e fossile (ambra) o derivano da secrezioni di insetti (shellac).

Generalità

Le resine naturali sono costituite perlopiù da terpeni e terpenoidi, strutturalmente formati da unità isopreniche a cinque atomi di carbonio legate in numero variabile (≥ 2). Le resine di conifere ricavate da Pinacee sono miscele di monoterpeni e diterpenoidi, che distillate danno l’essenza di trementina e la colofonia. Il larice comune (Larix decidua) produce un’oleoresina nota come trementina veneta, mentre sono prevalentemente costituite da triterpenoidi allo stato solido la resina mastice, prodotta dal Pistacia lentiscus L. e la resina dammar, ottenuta da alcune specie di Dipterocarpacee diffuse in Malesia e Indonesia.
Molte resine naturali formano film trasparenti e insolubili che induriscono dopo applicazione in forma liquida; tale caratteristica è stata sfruttata fin dall’antichità per ricoprire a scopo protettivo ed estetico manufatti di diverso genere, tra cui oggetti lignei e dipinti (vernici pittoriche). Le resine naturali sono state usate anche in cosmetica e farmaceutica, in formulazioni di adesivi e, insieme a oli siccativi, come leganti pittorici.
Fino al XIX secolo la “mastice” prodotta nell’isola di Chios è stata fra le resine più usate in vernici pittoriche e protettivi, anche se nel tempo subisce un accentuato ingiallimento, meno intenso nella dammar, impiegata in Occidente dal 1829 circa. Il balsamo di Copaive, oleoresina a base di diterpenoidi e sesquiterpeni, prodotta da leguminose del genere copaifera, è ingrediente, con l’alcool, del metodo Pettenkofer applicato dopo il 1863 – con esiti deleteri – per rigenerare vernici pittoriche. A differenza delle resine summenzionate, in gran parte sostituite dalle resine sintetiche, è tuttora usata come vernice nel restauro di manufatti lignei la gommalacca (shellac), ricavata dalle secrezioni resinose della Kerria Lacca (Kerr, 1782), insetto coccide diffuso in India e nel Sudest asiatico.

Bibliografia

Horie V., Materials for Conservation, Oxford, 2010; Matteini M., Moles A., La chimica nel restauro. I materiali dell’arte pittorica, Firenze, 1991; Mills J.S., White R., The Organic Chemistry of Museum Objects, Oxford, 1994.

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