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Reversibilità  (tecnologia)

Vetulonia (Gr), tomba a Tholos  "del Diavolino II" con integrazioni reversibili in elementi sagomati in pvc, fine VII sec. a.C.
Vetulonia (Gr), tomba a Tholos "del Diavolino II" con integrazioni reversibili in elementi sagomati in pvc, fine VII sec. a.C.

Definizione – Etimologia

Nell’ambito della tecnologia edilizia la reversibilità si riferisce al processo costruttivo e indica la concreta possibilità di attivare – una volta esaurita la funzione temporanea del manufatto – un processo inverso di de-costruzione attraverso il quale “liberare” le risorse materiali e spaziali impegnate per consentirne la re-integrazione nell’ambiente da cui sono state prelevate o la re-introduzione in un ulteriore ciclo produttivo.

Generalità

Nella storia delle costruzioni la reversibilità in pratica è sempre esistita in quanto associata al concetto di costruzione temporanea, ma il processo di teorizzazione si può fa risalire solo a partire dal XX secolo. Negli ultimi decenni la diffusione e il radicamento della cultura dell’abitabilità temporanea e il dibattito sulle forme di sviluppo sostenibile hanno posto sempre più l’attenzione verso la produttività delle risorse innescando un ripensamento dei tradizionali riferimenti metodologici del progetto e delle tradizionali logiche del costruire.

Le recenti politiche ambientali e l’introduzione delle metodologie di Life Cycle Assessment (LCA) finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale in tutte le fasi del ciclo di vita utile, sia alla scala del prodotto sia alla scala di edificio, hanno indotto una riconsiderazione delle soluzioni e degli scenari per il risparmio energetico nella fase finale di dismissione, ponendo la reversibilità quale obiettivo strategico del progetto.

La reversibilità del processo costruttivo comporta la previsione, sin dalla fase di programmazione e poi nella fase di progettazione, della destinazione dei prodotti derivanti dal processo di de-costruzione temporaneamente impiegati per soddisfare un’esigenza contingente; che lo spazio occupato (il suolo), i materiali e tutti gli elementi tecnici devono sempre e comunque essere considerati risorse con un proprio ciclo di vita utile che oltrepassa il temporaneo utilizzo, diversamente dalla demolizione dalla quale si ottengono scarti o residui.

Il recupero delle risorse al termine del ciclo di vita si riconduce sostanzialmente alle opzioni di riuso e riciclo: il riuso prevede che l’elemento o componente dismesso possa essere impiegato, senza manipolazioni se non un’eventuale ripristino funzionale e prestazionale, in un nuovo processo costruttivo; il riciclo consiste nel sottoporre il materiale ottenuto come residuo della de-costruzione ad un processo di trasformazione per ottenere la stessa materia prima o un diverso materiale per la produzione di nuovi componenti.

La strategia della reversibilità presuppone un’innovazione di processo prima ancora che un’innovazione di prodotto: da un lato deve poter far affidamento sul patrimonio di risorse tecnologiche disponibili individuando le modalità con le quali possono essere temporaneamente organizzate; dall’altro deve far ricorso alle potenzialità del sistema produttivo e alle nuove formule che regolano lo scambio di beni e servizi nel sistema economico. Tra i principali indicatori tecnici di progetto rispetto ai quali misurare la reversibilità c’è il requisito della dis-integrabilità del manufatto edilizio, che si deve intendere sia come attitudine del sistema ad essere dis-assemblato, smontato facilmente, sia come capacità della costruzione, secondo la metafora biologica, di dissolversi senza lasciare traccia. In base a questa logica la dis-integrabilità di un sistema costruttivo oggi può avvenire secondo un principio tecnologico, conseguito con un sistema composto da elementi che si possono facilmente dis-aggregare o dis-connettere o dis-assemblare grazie allo studio preventivo delle modalità di interfaccia, o un principio fisico, quando un sistema è realizzato con materiali in cui il cambiamento dello stato fisico determina un dissolvimento della costruzione, come per esempio le costruzioni in terra.

Bibliografia

BOLOGNA R. (a cura), La reversibilità del costruire, Rimini, 2002.

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