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Riqualificazione energetica

Definizione

Con la locuzione riqualificazione energetica si indica l’insieme di azioni volte al miglioramento della prestazione energetica dell’edificio, cioè quel complesso di interventi che contribuiscono a determinare una diminuzione della quantità di energia necessaria alla conduzione di un edificio.

Generalità

Prima di procedere ad una riqualificazione energetica viene solitamente effettuato un audit energetico, ossia un’indagine accurata del sistema edificio-impianto dal punto di vista delle prestazioni energetiche, allo scopo di individuarne le eventuali criticità. A valle dell’audit energetico, viene eseguita un’analisi costi-benefici degli interventi candidati per individuare quelli economicamente più convenienti, generalmente in base al tempo di ritorno dell’investimento. La gamma degli interventi possibili è molto ampia, ma sintetizzando essi possono essere raggruppati nelle seguenti categorie:

  • interventi rivolti alla riduzione della trasmittanza termica degli elementi opachi dell’edificio, le pareti e la copertura principalmente (ad es., isolamento a cappotto, tetti verdi ecc.);
  • interventi rivolti alla riduzione della trasmittanza termica degli elementi trasparenti, quali finestre ed infissi (ad es. infissi in alluminio con taglio termico, doppi e tripli vetri, smart windows, etc.);
  • interventi volti al miglioramento delle prestazioni degli impianti di climatizzazione degli ambienti interni (ad es. caldaie a condensazione, pompe di calore geotermiche, solar cooling, etc.);
  • interventi volti al miglioramento delle prestazioni degli impianti per la produzione di acqua calda sanitaria (ad es. collettori solari piani, etc.);
  • interventi volti al miglioramento delle prestazioni degli impianti di illuminazione (ad es. lampade a risparmio energetico, sensori di regolazione del flusso luminoso, etc.);
  • interventi volti alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (ad es. pannelli fotovoltaici, microeolico ecc.).

A questi interventi si aggiungono tutte le possibili azioni volte alla riduzione dei consumi energetici che si fondano su un accurato monitoraggio della domanda di energia e delle fonti disponibili. Tali interventi ricadono nell’ampia tematica affrontata dall’approccio domotico dell’edificio (UNI EN 15232).
Il concetto di riqualificazione energetica è andato mutando nel corso del tempo. Originariamente, esso era meramente legato al semplice contrasto della naturale obsolescenza dell’edificio. Dopo la crisi energetica degli anni ‘70, il concetto di risparmio energetico divenne un elemento cardine della progettazione, principalmente legato all’impiantistica per il riscaldamento, raffrescamento e ventilazione (HVAC) degli ambienti.
Solamente a partire dagli anni ’80-‘90 si comincia a considerare l’edificio e l’impianto come un’unica entità che va progettata e pensata nel suo insieme, al fine di ottimizzare le prestazioni di entrambi i componenti. Col passare del tempo, il tema ambientale ha assunto un rilievo sempre maggiore. Infatti, nell’ottica del primario obiettivo del contenimento dei consumi energetici, la Comunità Europea si sta molto adoperando, ad esempio con la promulgazione della direttiva EPBD 2002/91/CE (successivamente modificata dalla 2010/31/UE), recepita in Italia dal d.lgs. 192/2005, che ha dato un forte impulso verso la riqualificazione energetica degli edifici, fissando degli obiettivi molto stringenti per il contenimento dei consumi energetici degli edifici di nuova progettazione e per la riqualificazione di quelli esistenti. Contestualmente, il particolarmente favorevole regime di incentivazioni, ha consentito un forte sviluppo in edilizia di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili, principalmente l’energia solare con impianti sia termici che fotovoltaici.
Dal 2000 ad oggi, infine, ha acquisito un ruolo sempre più importante il tema della prestazione ambientale dell’edificio, sia indoor (con la norma tecnica UNI EN 15251/2008), che outdoor (di cui il Protocollo Itaca, introdotto nel 2001 in Italia, è stato un antesignano), mentre a livello europeo si ha lavorato per l’individuazione dei criteri per l’attribuzione dell’etichetta Ecolabel agli edifici, che rappresenta un marchio integrato delle loro prestazioni energetiche, indoor e ambientale (Regolamento CE n. 66/2010). È infine interessante notare che sotto la spinta di questi ultimi standard, nella riqualificazione energetica ci si rivolge sempre più verso materiali ecosostenibili, con un’attenzione all’intero ciclo di vita dei materiali per l’edilizia.

Riferimenti normativi

Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 192, Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia, Gazzetta Ufficiale n. 222 del 23 settembre 2005 – Supplemento Ordinario n. 158; Directive 2002/91/EC of the European Parliament and of the Council of 16 December 2002 on the energy performance of buildings; Directive 2010/31/EU of the European Parliament and of the Council of 19 May 2010 on the energy performance of buildings; UNI EN 15251/2008, Criteri per la progettazione dell’ambiente interno e per la valutazione della prestazione energetica degli edifici, in relazione alla qualità dell’aria interna, all’ambiente termico, all’illuminazione e all’acustica; UNI EN 15232, Prestazione energetica degli edifici – Incidenza dell’automazione, della regolazione e della gestione tecnica degli edifici.

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