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Scaffale

Scaffale-libreria "Nuvola Rossa", progettata da Vico Magistretti nel 1977, dalla struttura pieghevole in legno.
Scaffale-libreria "Nuvola Rossa", progettata da Vico Magistretti nel 1977, dalla struttura pieghevole in legno.

Definizione – Etimologia

Anche scaffalatura. Dal longobardo skafa che significa stipo, è un elemento d’arredo destinato alla raccolta e alla collocazione ordinata di oggetti di vario tipo, di piccola e media dimensione. Costituito da una serie di ripiani orizzontali sovrapposti, sostenuti da montanti o pannelli verticali, può essere realizzato con diversi tipi di materiale, di solito legno e derivati o metallo, ma anche vetro di forte spessore o materie plastiche. Arredo tipico delle biblioteche e degli esercizi commerciali, è presente in ogni tipo di spazio in cui occorra riporre, esporre, collezionare e ordinare oggetti rimovibili manualmente. Può essere fisso o mobile. aperto o protetto da ante trasparenti su uno o entrambi i lati.

Tipologie ed evoluzione

Tipologie diverse corrispondono alle funzioni specifiche del riporre, esporre, conservare. Nel primo caso la tipologia è quella standard a giorno caratterizzata da una serie di piani orizzontali sostenuti da sostegni verticali. Dai modelli del passato, opere di falegnameria più o meno rifinite e decorate in relazione al tipo di ambiente, si è passati alla produzione industriale di sistemi modulari componibili: di tipo estremamente semplice (piani e montanti, prevalentemente metallici) e a basso costo per le funzioni di deposito, di tipo più complesso e dal design sofisticato (ripiani movibili su cremagliera o a sbalzo, moduli chiusi, piani leggìo, finiture e materiali pregiati) per l’utilizzazione in uffici, ambienti direzionali e spazi residenziali. Per le funzioni a carattere espositivo si hanno da un lato le scaffali per gli spazi commerciali, di tipo aperto dove le merci sono accessibili al pubblico o di tipo chiuso da cristalli dove le merci sono protette, dall’altro le scaffali per le collezioni museali dove vigono criteri rigorosi di sicurezza.
È tuttavia in ambito residenziale che lo scaffale ha avuto la maggiore evoluzione tipologica per rispondere, oltre alla funzionalità specifica di mobile raccoglitore, all’assetto complessivo dello spazio interno. Tre sono i tipi principali che si sviluppano soprattutto a partire dai primi decenni del Novecento e che trovano infinite declinazioni formali nella produzione industriale:

  1. scaffale libreria a parete tradizionale;
  2. scaffale a ripiani fissati a parete con propri sostegni verticali;
  3. scaffale autoportante e indipendente dalle pareti che dà origine allo scaffali divisorio, che nelle abitazioni moderne serve a suddividere diverse funzioni all’interno di un unico locale.

Sempre in ambito residenziale ma con destinazioni anche per ufficio hanno trovato ampia applicazione due tipi di scaffali double face utilizzabili da entrambi i lati: il primo è lo scaffale basso (altezza 60/120 cm) con funzione divisoria e di mobile d’appoggio (pranzo-soggiorno; ufficio direzionale) e lo scaffale a torre utilizzabile da entrambi i lati ma a sviluppo verticale (altezza 160/200 cm) con funzione di mobile isolato, in alcuni casi pivotante su base fissa.
Dal punto di vista formale si assiste a due tendenze opposte, la prima orientata alla razionalità funzionale e costruttiva basata sulla ortogonalità degli elementi orizzontali e verticali e sulla modulazione delle proporzioni geometriche dei vani contenitori, la seconda orientata all’invenzione di oggetti d’arredo protagonisti dell’allestimento interno, in cui i singoli componenti (montanti, ripiani, mensole di sostegno, moduli speciali ecc.) conquistano una forte identità espressiva.

Scaffale metallico di tipo industriale, composto da montanti, traverse e ripiani assemblabili per mezzo di bulloni.

Scaffale metallico di tipo industriale, composto da montanti, traverse e ripiani assemblabili per mezzo di bulloni.

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