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Scalinata

Roma, scalinata dell'Aracoeli, 1348.
Roma, scalinata dell'Aracoeli, 1348.

Definizione

Scala di grandi dimensioni posizionata all’esterno. Generalmente rappresenta il tramite fra la costruzione e la città ma non mancano scalinate di valenza prettamente urbana, volte a collegare parti di città a diversi livelli, o quelle situate all’interno di parchi e giardini con valenza quasi unicamente giardinistica.
In numerosi esempi si riscontra la ricerca di particolari effetti, di vario genere a seconda delle funzioni e del momento storico, ottenuti con la disposizione e l’inclinazione delle rampe e dei gradini e con la presenza di elementi architettonici e scultorei.
L’uso della scalinata è strettamente collegato al valore simbolico attribuitole già in epoche molto antiche. Dal punto di vista religioso l’aver collocato la divinità in un luogo ‘superiore’, rispetto a quello in cui si svolge la vita umana, ha comportato che anche la dimora terrestre della divinità dovesse trovarsi in alto, ossia simbolicamente sollevata rispetto al suolo circostante dove vive l’uomo. Per queste ragioni l’edificio religioso è collocato su un podio (almeno nelle fasi culturali più evolute), accessibile attraverso una o più scalinate. In altri casi il tema della scalinata simboleggia il tentativo dell’uomo di avvicinarsi al divino, come nella ziqqurat mesopotamica, una delle più antiche costruzioni religiose dell’umanità.

Scalinate di accesso agli edifici

Oltre al simbolismo religioso dell’ascesa e della separatezza fra umano e divino, l’uso simbolico della scalinata è presente anche in edifici civili, espressioni del potere politico, nei quali alla divinità si sostituisce l’autorità terrena. È il caso, fra tanti, della Scala dei Giganti nel Palazzo Ducale di Venezia (1483-91), di A. Rizzo, luogo deputato alla cerimonia dell’incoronazione ducale che, ponendosi in asse prospettico con la Porta della Carta, crea un supporto scenico al passaggio del Doge e del suo seguito.
La forma delle scalinate può essere talmente elaborata da surclassare le facciate stesse degli edifici che fronteggiano. La scalinata manierista con rampe curvilinee aggiunta da J. Androuet Du Cerceau (1634) alla facciata della reggia di Fontainebleau, ad esempio, diviene il nuovo punto focale della composizione della facciata.
Questo avviene anche a Roma, almeno a partire dal 1626 quando, con la realizzazione di un nuovo tipo di scalinata, dinamica e ricca di fantasia, posta di fronte alla severa facciata della chiesa dei Cappuccini presso Villa Ludovisi, da parte di A. Casoni, si delinea, di fatto, l’archetipo delle future scalinate romane e non solo. Ad essa si ricollega certamente, seppure con più ariose proporzioni, la scalinata antistante la chiesa romana dei Ss. Domenico e Sisto a Magnanapoli di V. Della Greca (1655-63).
Importanti rampe barocche vennero realizzate a Napoli; ne rappresentano ottimi esempi quelle a doppia rampa antistanti le chiese di S. Teresa a Chiaia (ricostruita da C. Fanzago tra il 1650 e il 1664) e di San Giovanni a Carbonara di F. Sanfelice (1708).

Scalinate con valenza urbana

Oltre a definire l’accesso ad un edificio civile o religioso, la scalinata ha sovente valenze urbane, e talvolta simboliche, proprio per la possibilità di unire fra loro porzioni di città e territorio altrimenti separate. La costruzione della scalinata medievale dell’Aracoeli, voluta da Cola di Rienzo e iniziata nel 1348, per collegare la città alla chiesa di Santa Maria dell’Aracoeli in Roma, realizza un accesso diretto alla chiesa e al Campidoglio, spostando l’asse sacro della città e sostituendo, di fatto, al vecchio percorso della via Papale, che da San Pietro conduceva a San Giovanni, un nuovo asse che collegava la curia papale (San Pietro) con la curia cittadina (Campidoglio). Al Cinquecento risale la vicina scalinata michelangiolesca di accesso al Campidoglio, progettata da Michelangelo e terminata nel 1552 (fu poi modificata nel 1578 da G. Della Porta e accorciata nel 1929 per l’apertura della via del Mare), che rappresenta l’accesso monumentale alla nuova piazza michelangiolesca.
Politicamente rilevante è anche la scalinata di Trinità dei Monti in Roma, costruita su progetto di A. Specchi e F. De Sanctis e inaugurata nel 1725. Oltre ad assolvere una funzione pubblica per la sosta e per il transito, sovrapponendosi a un accidentato percorso preesistente, getta un ponte fra due territori nazionali, quello francese sulla sommità e quello della Roma papale alla base, sino a quel momento posizionati a due livelli urbani tradizionalmente divisi.

Scalinate in parchi e giardini

Nella sistemazione del verde il tema dei terrazzamenti e delle scalinate è molto antico, tanto che già il palazzo settentrionale di Nabucodonosor II (regnante fra il 604 e il 562 a.C.) a Babilonia presentava giardini impostati su terrazzamenti artificiali e, forse, su una lunga scalinata centrale. La scalinata diventa un tema importante anche nelle ville signorili che sorsero in Italia a partire dalla metà del Quattrocento. L’architettura progettata da Bramante per il Cortile del Belvedere in Vaticano (realizzato a partire dal 1505 e in seguito alterato e modificato), con la sua successione di teatro, scalinate, giardino divenne un modello per molte di queste residenze, fra le quali certamente le romane Villa Giulia (Vasari, Vignola, Ammannati, 1550-55) e Villa Madama (Raffaello, iniziata nel 1516 circa), entrambe con spazi esterni organizzati con terrazzamenti e giardini.
In alcuni parchi le scalinate si accompagnano all’uso dell’acqua, elemento presente in questi luoghi sin dall’antichità, in Oriente come in Occidente. Ciò avviene, ad esempio, nei giardini cinquecenteschi del Palazzo Farnese di Caprarola e della Villa Lante di Bagnaia, così come nelle Ville Torlonia e Aldobrandini di Frascati, per le quali Carlo Maderno progettò, nei primi anni del Seicento, maestose scenografie combinando magistralmente scalinate ed acqua. Il tema sarà ripreso nella settecentesca la scalinata di F. Fuga nel giardino di Palazzo Corsini (oggi Orto Botanico di Roma), dove due rampe parallele seguono il corso di una cascata artificiale.

Bibliografia

D’Onofrio G., Scalinate di Roma, Roma 1973.

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