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Scanner

Definizione – Etimologia

Dall’inglese to scan (analizzare) è un dispositivo in grado di esaminare sistematicamente un oggetto in osservazione. Il termine etimologicamente deriva dal latino scando (scandire) traslitterazione del greco schazo (incidere, aprire), stessa etimologia di «schedare».

Generalità

Può trovare applicazioni nei diversi ambiti scientifici attraverso apparecchiature che impiegano onde elettromagnetiche per effettuare operazioni di imaging, tomografia e risonanza, ma principalmente con scanner si fa riferimento alla periferica ottica hardware di un computer che serve per l’acquisizione di immagini e testi. I dati sono decodificati in formati raster che discretizzano l’analogico attraverso una griglia dove alla posizione definita è associato un attributo grafico, elementi che possono poi anche essere convertiti in formati vettoriali (raster design).
Il primo prototipo di dispositivo per la scansione elettronica di immagini viene sviluppato in Germania negli anni Cinquanta dall’ingegnere elettrotecnico Rudolf Hell. Lo scanner diviene in seguito strumento di uso corrente grazie all’americano Ray Kurzweil che progetta la prima versione flatbed (da tavolo), nel 1975. Per digitalizzare un oggetto, gli scanner utilizzano un sensore ottico che può essere o un CCD (charged-coupled devices), costituito da una matrice lineare o quadrata di fotodiodi, o un PMT (photomultiplier tubes), costituito da tre fotomoltiplicatori sensibili alle luci RGB.

Bibliografia

Terras M. M., Digital Images for the Information Professional, Farnham, 2008.

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