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Scarsella

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Comunemente per scarsella – termine derivato dal provenzale escarcella (per alcuni autori a sua volta un’estensione dell’aggettivo latino scarsus  scarso) – si intende una piccola borsa di cuoio che veniva di solito portata appesa alla cintura e nella quale si riponevano piccole somme di denaro.
Nel lessico architettonico indica invece un’abside di dimensioni ridotte e di forma quadrata o rettangolare che sporge all’esterno del corpo di fabbrica principale. Alcuni degli esempi più noti del tipo si trovano a Firenze: nel Battistero, dove nei primi anni del XIII secolo viene realizzata una piccola scarsella, a pianta rettangolare e dotata di un altare, in sostituzione di una precedente abside semicircolare; nella Cappella Pazzi, dove la scarsella assume l’aspetto di una piccola abside, a pianta quadrata e coperta da una cupoletta; nella brunelleschiana Sacrestia Vecchia di San Lorenzo, nella quale lo schema planivolumetrico composto da uno spazio cubico sormontato da una cupola su pennacchi dell’ambiente principale si ripete, in scala minore, nella scarsella posta sul fondo, che risulta altresì scandita da nicchie; nella Sacrestia Nuova di San Lorenzo, opera di Michelangelo, la cui scarsella è anch’essa formata da un vano a pianta quadrata coperto con una cupola.

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