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Segnaletica

Definizione

Termine utilizzato genericamente per indicare l’organizzazione di una determinata tipologia di segnali e l’insieme degli stessi, che riferiti ad un oggetto, ad un’attività o una situazione determinata forniscono indicazioni o prescrizioni specifiche (es. segnaletica marittima, segnaletica stradale, segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro).

Generalità

I segnali possono, essere classificati in relazione alla tipologia di messaggio da trasmettere in:

  • segnale di divieto, che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo;
  • segnale di avvertimento, che avverte di un rischio o pericolo;
  • segnale di prescrizione, che prescrive un determinato comportamento;
  • segnale di salvataggio o di soccorso, che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio;
  • segnale di informazione, che fornisce informazioni aggiuntive rispetto alle precedenti.

In relazione ai supporti utilizzati per la trasmissione del messaggio in:

  • cartello, segnale che, mediante la combinazione di una forma geometrica, di colori di sicurezza ai quali è assegnato uno specifico significato e di un simbolo o pittogramma o immagine, fornisce una determinata indicazione, la cui visibilità è garantita da una illuminazione di intensità sufficiente (es. cartello di divieto);
  • segnale luminoso, quello emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o semitrasparente, illuminato dall’interno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una superficie luminosa;
  • segnale acustico, segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi vocale; comunicazione verbale, messaggio verbale predeterminato, con impiego di voce umana o di sintesi vocale;
  • segnale gestuale, movimento o posizione delle braccia o delle mani in forma convenzionale per guidare persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo.

La segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro è quella adottata in un luogo di lavoro fisso (esempio: stabilimento) o temporaneo o mobile (esempio: cantiere edile) quando, a seguito di un’attenta valutazione, risultano presenti rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con altri metodi o misure. Tale tipologia di segnaletica fornisce indicazioni precise inerenti i comportamenti da adottare finalizzati alla riduzione del rischio residuo; le sue modalità sono di tipo permanente o di tipo occasionale.

La progettazione del sistema di segnaletica deve rispondere a determinati requisiti e prescrizioni (cfr. d.lgs. 14/08/1996, n. 493 e d.lgs. 02/04/2008, n. 81 e successive modifiche e integrazioni) così come l’efficacia di un segnale deve essere attentamente valutata in merito alla presenza di altra segnaletica o di altra fonte emittente dello stesso tipo che possa comprometterne la visibilità o l’udibilità.

Principi di carattere generale di indirizzo al progetto della segnaletica suggeriscono di non disporre un numero eccessivo di cartelli troppo vicini tra loro; di non utilizzare contemporaneamente due segnali luminosi che possano confondersi; di non utilizzare un segnale luminoso nelle vicinanze di un’altra emissione luminosa poco distinta; di non utilizzare contemporaneamente due segnali sonori e di non utilizzare un segnale sonoro se il rumore di fondo è troppo intenso.

A parità di efficacia esiste un principio di intercambiabilità e complementarità della segnaletica, che ammette la scelta alternativa tra un colore di sicurezza o un cartello; tra segnali luminosi, segnali acustici o comunicazione verbale; segnali gestuali o comunicazione verbale; inoltre è possibile utilizzare due modalità di segnalazione congiuntamente (esempio: segnali luminosi e segnali acustici; segnali luminosi e comunicazione verbale; segnali gestuali e comunicazione verbale). Come per tutte le tipologie di segnaletiche deve essere svolta un’adeguata azione di informazione e formazione verso le diverse categorie di fruitori.

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