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Sentiero

Esempio di un sentiero escursionistico a fondo naturale.
Esempio di un sentiero escursionistico a fondo naturale.

Definizione – Etimologia

Dall’antico francese sentier, che deriva dal tardo latino semitarium che riguarda la strada e dal sostantivo semita sentiero. Secondo alcuni proviene da una radice indoeuropea *mei-, con il prefisso sed-; per altri invece potrebbe derivare dall’arabo samata andare e semt via.
Indica in genere una piccola strada a fondo naturale, spesso associato alla mulattiera ma con una sezione minore, ed è il risultato del continuo passaggio di animali e di uomini. L’unica definizione giuridica del sentiero è quella del Codice della Strada che all’art. 3 comma primo, n. 48, lo definisce: “Sentiero (o mulattiera o tratturo): strada a fondo naturale formatasi per effetto del passaggio di pedoni e di animali”. Di fatto manca una chiara regolamentazione per la loro realizzazione e gestione.

Tipologie

Esiste una precisa classificazione dei sentieri effettuata dalla Commissione Centrale Escursionismo del CAI. Tale classificazione suddivide il sentiero in sette tipologie e precisamente:

  1. turistico, che caratterizza sentieri facili e di tipo ricreativo, culturale in località turistiche;
  2. escursionistico, anche questo privo di difficoltà e collegato a dei rifugi per la sosta;
  3. attrezzato, per escursionisti esperti e caratterizzato dalla presenza di funi o scale;
  4. alpinistico, con dei gradi di difficoltà, adatto a escursionisti esperti e necessita di un equipaggiamento adeguato;
  5. via ferrata, che si trova su pareti rocciose e sulle creste montuose, attrezzato con funi o scale;
  6. storico, che sottolinea l’importanza della via e ne valorizza l’aspetto culturale;
  7. tematico, che presenta un tema prevalente a scopo formativo e che non presenta eccessive difficoltà.

Esistono anche altri tipi di classificazione. Una è relativa alla lunghezza e suddivide i sentieri in breve, media e lunga percorrenza. I primi sono itinerari circolari, senza grandi difficoltà con una durata massima di due giorni. I secondi, supportati da attrezzature ricettive, adatti ad escursionisti esperti e possono prevedere una camminata sino a sette giorni. Quelli di lunga percorrenza si caratterizzano per la durata di molti giorni di marcia e sono dotati della necessaria ricettività lungo il percorso.
Un altra classificazione è legata al carattere storico funzionale del sentiero che li divide in sentieri:

  • di fondovalle, che collegano paesi tra loro;
  • di accesso dai fondovalle, che portano ai rifugi montani;
  • di traversata, che collegano le valli e i rifugi;
  • attrezzati.

In genere nei sentieri, soprattutto in quelli riconosciuti, classificati e legati alle attività turistiche, sono presenti delle indicazioni sotto forma di segnaletica verticale. Esiste una certa convenzione, anche se non si può parlare di convenzione internazionale ma più di livello locale. Anche in questo caso, in Italia, è il CAI che ha definito i termini del posizionamento, del colore e delle misure della segnaletica, termini utilizzati, poi, dai vari enti territoriali che gestiscono sentieri.
Il censimento dei sentieri esistenti, come pure la progettazione di nuovi, è materia di notevole importanza per il progetto di territorio. La conoscenza, infatti, dei sentieri storici, di quelli turistici come pure delle altre tipologie risulta fondamentale in tutti i tipi di progettazione che interessano vaste aree naturali e antropiche. Un esempio è quello della pianificazione delle aree protette, siano esse parchi naturali o riserve, che dedica una sezione apposita dello strumento di piano alla viabilità per la fruizione dell’area includendo anche i sentieri esistenti e progettandone di nuovi.

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