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Sfinge

Karnak (Egitto), viale delle sfingi all'ingresso del tempio dell'Opet.
Karnak (Egitto), viale delle sfingi all'ingresso del tempio dell'Opet.

Definizione – Etimologia

Creatura mitologica con corpo leonino e testa umana, forse di origine anatolica ma sviluppata soprattutto dalla cultura figurativa egizia, poi filtrata nell’arte e nella mitologia di altre culture, tra cui quella greca. Il termine deriva dal greco σφίγξ, voce del verbo σφιγγειν (‘stritolare’). Secondo il mito greco, la sfinge, essere onnisciente, proponeva un enigma ai viandanti in Beozia uccidendoli in caso di risposta errata, fin quando Edipo indovinò la soluzione e il mostro si uccise.

Evoluzione storica

Le più antiche rappresentazioni note della sfinge sono state rinvenute tra Gobekli Tepe e Kortik Tepe in Anatolia, e datano al X millennio a.C.
La prima sfinge egizia è probabilmente quella della regina Hetepheres II, della IV dinastia (2723 – 2563 a.C.), mentre la più grande e celebre è quella di Giza, presso la piramide di Chefren (c. 2575 – c. 2465 A.C.), del quale essa ritrarrebbe il volto. L’uso di disporre sfingi lungo il corridoio di accesso a templi e tombe ebbe grande seguito in Egitto; si ricordano, inoltre, la sfinge di Hatshepsut e quella di alabastro a Menfi.
In Mesopotamia la sfinge compare dopo il 1500 a.C. con l’aggiunta delle ali, che sarà conservata in Grecia. Anche in Grecia troviamo sfingi a partire dal XVI secolo in resti minoici e micenei; qui il tema scompare, dopo il 1200 a.C., per circa 400 anni (mentre perdura in Asia), per riapparire in età arcaica con caratteri orientali (che fanno supporre una reintroduzione dall’estero). In questo periodo la sfinge compare su vasi e altri manufatti di terracotta, avorio e metallo, e nel VI secolo come ornamento di templi.
Una figura analoga alla sfinge compare nel sud-est asiatico, probabilmente lascito della cultura ellenistica; diversamente rispetto alla sua omologa occidentale, la sfinge asiatica è un tema sempre vivo nella tradizione figurativa orientale.

Bibliografia

Demisch H., Die Sphinx. Geschichte ihrer Darstellung von den Anfängen bis zur Gegenwart, Stuttgart, 1977.

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