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Siepe

Definizione – Etimologia

Dal lat. saepes. Nell’architettura dei giardini, la siepe consiste in una successione lineare di arbusti con funzione ornamentale, di definizione o protezione di un confine, frangivento o frangisole; è adoperata anche in orti, campi e ambienti urbani.

Generalità

La siepe è originata da effetti attivi o passivi dell’attività umana e si forma per assenza prolungata di disturbo antropico lungo gli ostacoli lineari, per diboscamento e impianto. Solo in quest’ultimo caso la composizione floristica è determinata dall’uomo. La siepe viva è costituita da specie vegetali arboree e arbustive impiantate; la siepe “morta”, invece, è una barriera di arbusti secchi, canne, legnami ecc.
In relazione agli interventi dell’uomo si hanno siepi libere o educate; in funzione della loro natura si distinguono in: a foglie caduche, a foglie sempreverdi o spinose. Con altezza inferiore a 50 cm sono chiamate bordure.

Storia

Le siepi vive sono sempre state un elemento caratteristico dell’architettura dei giardini. Nel giardino dell’antica Roma, simmetrico e basato su linee rette, siepi di rosmarino e di mirto bordavano i viali. Plinio attribuisce a Gaio Marzio (fine del I secolo a.C.) la nascita dell’opus topiarium. L’opera del topiarius (giardiniere) si estende all’arte di modellare siepi, arbusti o alberi, per realizzare viridia tonsa o nemora tonsilia. I sempreverdi, bosso, cipresso e quercia, sono tonsati (tagliati) a formare figure geometriche, di animali, divinità o paesaggi fantastici.
La siepe ornamentale ha enorme fortuna anche nel giardino all’italiana, dove delimita aiuole geometriche e forma labirinti. Le siepi e le bordure sono presenti nel giardino francese del Seicento per realizzare parterres e broderies. Anche nei giardini moderni o informali si usano siepi decidue o sempreverdi, fiorite o miste.

Bibliografia

Azzi Visentini M., Topiaria: architetture e sculture vegetali nel giardino occidentale dall’antichità a oggi, Treviso, 2004; Pollard E., Hooper M.D., Winfrid Moore N., Hedges, Glasgow, 1974.

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