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Spianata

Gerusalemme, spianata delle Moschee.
Gerusalemme, spianata delle Moschee.

Etimologia

Dal verbo latino ex-planare (rendere piano e privo di ostacoli) che deriva dal sostantivo plano (piano), indica uno spazio aperto e pianeggiante, di estensione variabile. Il verbo splanare è già usato nel Duecento con il significato di “spianare”, “distruggere”, “atterrare una città”, ma anche, alla fine del secolo, nella forma explanari viam (rendere piana e meglio percorribile una strada).

Generalità

Il sostantivo spianata compare nel XVI secolo. Nella terminologia militare finirà per indicare un luogo aperto di ampie dimensioni, privo di impedimenti visivi, adibito alle esercitazioni militari. La necessità di uno spazio con tale funzione interno alle mura cittadine, nel corso del XIX secolo, si combina con la richiesta di luoghi di diletto per la popolazione civile, le cosiddette “passeggiate”.
Particolarmente interessante è l’esempio della spianata dell’Acquasola di Genova, “uno dei maggiori abbellimenti della città perché manca di passeggi”, realizzata nel 1821 da Carlo Barabino addossata alle mura orientali cinquecentesche. L’esempio ben spiega il termine poiché fu riempito un tratto del fossato con materiale proveniente dalla demolizione di una chiesa, con un’altezza di non oltre 10 m dal colmo dell’antica cinta muraria.
Ricorre ancora oggi con il significato di spazio piano antistante edifici religiosi o monumentali, come nel caso della spianata delle Moschee a Gerusalemme. È usato anche nella forma francese esplanade e spagnola explanada con il significato di lungo fiume o lungo mare, ovvero percorso libero che costeggia o fronteggia spazi aperti.

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