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Stratificazione

Definizione – Etimologia

Dal verbo ʻstratificareʼ ovvero azione del disporre a strati.
Il termine indica un insieme di elementi disposti in successione e in equilibrio tra loro.

Generalità

In architettura il termine da luogo a tre accezioni diverse.

  1. Proprio il tema dell’equilibrio è fondamentale per assicurare la stabilità di un sistema stratificato, sostanzialmente la discontinuità fra strati sovrapposti può rendere attive azioni di scorrimento orizzontale o inclinato; l’orizzontalità degli strati, in teoria, permette di garantire questa stabilità in quanto tale posizione è complementare alle azioni della forza di gravità, tuttavia, come rende evidente l’osservazione empirica, anche la coesione dei materiali e l’attrito sono aspetti di notevole importanza per ottenere tale stabilità.
  2. La stratificazione esprime anche una tecnica costruttiva o artistica che mirata alla formazione o alla trasformazione di un elemento fisico, attraverso la sovrapposizione di strati o altri accrescimenti disposti in modo da coinvolgere ampie zone della sua superficie.
    In natura costituiscono un esempio evidente le stratificazioni geologiche generate dalla successione di livelli di materiale sedimentati nel tempo per azioni di deposito, in architettura le sovrapposizioni di costruite con materiali pesanti; nel campo delle costruzioni ci si riferisce alla sovrapposizione di materiali a comporre strutture, o di strutture collaboranti per comporre sistemi strutturali.
    Le stratificazioni costruite dall’uomo devono essere realizzate in modo da resistere opportunamente alle sollecitazioni di compressione (strutture appoggiate) o di trazione (strutture sospese). Tutte le strutture o i sistemi strutturali, sono sottoposti alla funzione di supportare il peso proprio e quello degli strati a essi sovrapposti, in tal senso anche i carichi accidentali entrano in gioco come componenti, occasionali, dello strato finale delle opere. In ogni caso i sistemi strutturali sono sempre interpretabili per sovrapposizione stratificata di strutture portanti e strutture portate.
    Una struttura muraria è sempre realizzata con una successione in strati di elementi omogenei o complementari, capaci di unirsi per peso, forma e per leganti (malte, collanti, chiodature ecc.). In ogni caso saranno necessarie almeno due di queste componenti; ad esempio i muri a secco sono stratificati utilizzando la forma e il peso delle pietre, i muri di mattoni o blocchi preformati, si legano per forma e peso e, quando la malta si consolida, anche grazie al legante. Nel caso di strutture di calcestruzzo, in cui la malta è una componente prevalente, la forma è data, temporaneamente, dalle casseforme. In alcuni casi il legante è in grado di sopportare piccoli sforzi di trazione, tuttavia ciò è da considerarsi, in un sistema stratificato, un’eccezione o anomalia a cui si sopperisce con l’introduzione di elementi elastici (pali di legno, barre di acciaio, reti metalliche ecc.). Ovviamente un sistema stratificato deve tener conto dell’aumento del peso proprio che grava sugli starti più bassi man mano che si aggiungono gli strati superiori. Questo fenomeno di schiacciamento viene compensato spesso con l’aumento dimensionale delle strutture o con qualità di materiali sempre più resistenti, o con l’aggiunta di materiali capaci di resistere a trazione (le armature elastiche o simili a cui si accennava prima).
    In alcuni tipi di murature la stratificazione è enfatizzata dall’uso alternato di materiali o tecniche diverse, generalmente posti a vista perché siano letti come elemento decorativo.
    Esempi evidenti dell’uso architettonico del sistema stratificato per peso, sono gli edifici a piramide, egiziani o Maya, e le architetture megalitiche. L’uso ridotto di malte ha condizionato per molti millenni le architetture dei vari popoli che hanno affidato la stabilità dei propri edifici al controllo e all’affinamento tecnico e formale dei sistemi stratificati. Le tecniche e i materiali oggi disponibili, molto più resistenti alle sollecitazioni di trazione, stimolano spesso i progettisti a proporre soluzioni che apparentemente neghino la logica delle stratificazioni.
  3. In senso figurato il termine si riferisce a una successione, nel tempo, di situazioni o eventi. Pertanto la visione metaforica di una stratificazione storica sottintende una successione di eventi nel tempo in modo consequenziale.
    Questo termine è significativo anche della complessità di situazioni storiche o di strutture sociali che si sono formate nel tempo per successiva addizione di singoli episodi settoriali o di eventi di grande scala. Tipica la formazione di classi sociali disposte in gerarchia, la sovrapposizione per ricostruzione di città antiche rase al suolo da eventi catastrofici. Il forte valore di tale successione in funzione di uno studio storico e cronologico è evidenziata dalle ricerche archeologiche moderne che, in fase di scavo, evidenziano la stratificazione come segno di identità diverse e metodo di individuazione di episodi o momenti storici posti in successione. Esemplare lo studio dei tell mediorientali formati dalla sovrapposizione di intere città nate dopo aver raso al suolo gli edifici delle città più antiche, lo studio di alcuni insediamenti che hanno avuto una vita cronologicamente lunga e caratterizzata da variazioni significative sia culturali che ambientali come la maggior parte delle città di antica fondazione.

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