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Talamo‚

Definizione – Etimologia

Dal greco thalamos. Originariamente, in epoca greco arcaica, la parte più interna e nascosta della casa, la camera principale in cui si conservano i beni preziosi. In seguito, per estensione, la camera nuziale e anche il grande letto coniugale, simbolo della famiglia o della coppia.

Altri significati

Poeticamente, per traslazione: il bacino di confluenza di un fiume, una vasta distesa d’acqua. Figurativamente, nell’Italia meridionale in epoca tardo rinascimentale e barocca, talamo viene anche a significare trono, pulpito o palco, sia destinato a rappresentazioni sacre che al patibolo.
Come termine marinaresco indica l’ordine più basso di remi sulle navi greco romane, ma anche una piccola costruzione aperta sul ponte o sul cassero delle imbarcazioni di lusso ellenistiche e romane, riservata al sovrano o al proprietario della nave.
In alcuni casi thalamos è il nome del recinto sacro riservato nei templi egizi al bue Apis, e può, ma raramente, essere sinonimo di adyton (tempio della Triade olimpica a Hierapolis di Siria).
Thalamos può anche riferisi, secondo Pausania, a un contenitore a forma di hydria, in cui celare documenti.

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