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Tamponamento

Definizione

Elemento di parete perimetrale verticale che nell’ambito del sistema edilizio svolge principalmente il compito di chiusura esterna e non è preso in considerazione per alcun ruolo portante né per la trasmissione di alcuno sforzo statico tranne che per quelli finalizzati a sopportare il peso proprio, gli urti accidentali dall’interno o dall’esterno, la spinta del vento e delle azioni meteoriche in genere. Assolve principalmente a due funzioni: delineare uno spazio confinato (spazio interno ove l’uomo svolge le sue attività di ricovero, ricreazione e lavoro) e proteggerlo dagli agenti atmosferici e da quelli chimico-fisici esterni che ne potrebbero turbare il necessario equilibrio.

Generalità e articolazioni tipologico-tecnologiche

Da quando, da poco meno di un secolo a questa parte, si è superata la pressoché coincidenza della chiusura perimetrale verticale con la parete di funzione strutturalmente portante, la classe tecnologica delle pareti di chiusura non portanti con funzione di tamponamento si è andata sviluppando, perfezionando la risposta alle sue principali categorie di requisiti prestazionali: coibenza termica e acustica, tenuta all’acqua e agli agenti meteorici, tenuta all’aria e al vento, tenuta al vapore e controllo della sua diffusione e ugualizzazione, tenuta al fuoco, capacità di accumulo termico, resistenza meccanica, leggerezza, durabilità, continuità, elasticità, igienicità e sicurezza.
Da un punto di vista costruttivo l’articolazione delle pareti di tamponatura si sostanzia in tre tipologie prevalenti: i sistemi di tamponamento realizzati con piccoli elementi, quelli realizzati con pannelli leggeri e quelli realizzati con grandi pannelli prefabbricati.

I “sistemi di tamponamento realizzati con piccoli elementi” per loro stessa natura sono privi della caratteristica della continuità, che sappiamo essere importante per assicurare alcune prestazioni come l’isolamento termico o acustico. Sono costituiti prevalentemente da mattoni di laterizio o da blocchi di calcestruzzo. Gli elementi in laterizio solitamente impiegati sono del tipo alveolato (detto anche forato, o cavo), per garantire alla muratura nel suo complesso la leggerezza necessaria ed aumentare la sua capacità di coibenza termica. Riguardo al peso, le pareti di tamponamento in laterizio pesano solitamente intorno ai 1200 kg/m3 e hanno una resistenza a compressione di circa 25 kg/cm2. Gli elementi in calcestruzzo sono principalmente in calcestruzzo alleggerito, sempre per rispettare i requisiti di leggerezza e isolamento.
I sistemi con piccoli elementi generano due tipi di pareti:

  1. pareti “monostrato”, che utilizzano uno stesso tipo di elemento resistente a tutto spessore capace senza il supporto di ulteriori strati specializzati, se non quello di rivestimento, di assolvere alle prestazioni richieste da normativa di isolamento termico e acustico, di tenuta all’acqua e naturalmente di autoportanza;
  2. pareti “multistrato”, nelle quali compare la strategica presenza di strati specializzati nell’offrire un migliore controllo delle prestazioni richieste da normativa alle pareti perimetrali esterne. I più comuni sono lo strato di isolamento termico e acustico, la barriera al vapore, quello di tenuta all’acqua, la barriera al fuoco e lo strato di regolarizzazione. Tra le multistrato le più diffuse sono quelle che presentano un solo strato di elemento resistente e uno o più strati funzionali, la cui presenza e il cui posizionamento danno spesso il nome al tipo di parete.

In effetti è particolarmente rilevante, tra gli altri, il tema del posizionamento dello strato di isolamento termico rispetto allo spessore della parete, tanto da generare una nomenclatura appositamente dedicata ai diversi casi, articolabili nelle tre fondamentali categorie:

  1. posizionamento dell’isolamento sulla parte interna della parete perimetrale, che genera la cosiddetta “parete fredda”. In questo caso presenta una minore efficacia nel fornire un’adeguata coibenza termica, sia per le difficoltà nell’evitare i ponti termici in corrispondenza delle chiusure orizzontali, sia per l’incapacità della parte muraria della parete, essendo essa sull’esterno, a collaborare con la funzione d’isolamento;
  2. posizionamento dell’isolamento termico all’interno dell’intercapedine della parete perimetrale, che genera la cosiddetta “parete doppia”, che consta di due strati verticali di mattoni o blocchi, uno esterno l’altro interno, con interposta intercapedine o camera d’aria con funzione isolante. Nel caso di strutture intelaiate è importante che l’isolamento avvolga in continuità, internamente o esternamente, anche tutti gli elementi strutturali presenti, che siano pilastri, travi o setti, per evitare ponti termici. Un caso particolare è costituito dalla “cortina muraria continua”, nel quale lo strato esterno è ancorato e sorretto con staffe dalla retrostante struttura portante dell’edificio;
  3. posizionamento dell’isolamento sulla parte esterna della parete perimetrale, caso denominato più comunemente “isolamento a cappotto”, che genera tre note e diffuse tipologie di parete:
  • la “parete con rivestimento a cappotto”, solitamente realizzato con intonaci di vario tipo aiutati da eventuali armature leggere poste nel loro spessore, o da rivestimenti leggeri applicati sullo strato d’isolante; 
  • la “parete a vêture”, caratterizzata da un tipo di rivestimento leggero composto da componenti prefabbricati che constano di uno strato di materiale isolante e di una lastra di protezione ad esso integrata;
  • la “parete ventilata”, costituita da uno strato interno di muratura portante o non portante, coibentata a cappotto sull’esterno, che porta una struttura secondaria di metallo o più raramente di legno a cui è appeso un rivestimento a giunti aperti in laterizio, pietra, legno, metallo o altro materiale, il cui distacco dallo strato isolante forma una camera d’aria ventilata.
    (parete, involucro)

I “sistemi di tamponamento realizzati con pannelli leggeri” costituiscono “pareti leggere” che, in quanto realizzate con materiali non tradizionali e dal peso quasi sempre inferiore ai 50 kg/m2, risultano portate o sostenute dalle parti strutturali dell’edificio, senza interessare la stabilità del medesimo. Possono essere appese, quando risultano portate in modo completamente esterno ai solai; o montate tra gli elementi orizzontali, talvolta anche tra quelli verticali, della struttura, caso quest’ultimo che crea notevoli complicazioni in ordine al corretto isolamento termico dell’intera chiusura.
I pannelli di cui tali pareti sono costituite possono essere di tre tipi:

  1. “traspiranti”, quando la loro parte interna è permeabile al vapore mentre l’esterna è impermeabile;
  2. “impermeabili”, quando garantiscono una perfetta tenuta all’acqua e al vapore in tutte le loro parti;
  3. “ventilati”, quando presentano sulla parte esterna un’intercapedine aperta alla ventilazione.

I “sistemi di tamponamento realizzati con grandi pannelli prefabbricati”, spesso usati negli anni Sessanta e Settanta dello scorso secolo, hanno visto protagonista l’uso di pannelli di grandi dimensioni articolabili in tre categorie:

  1. di tipo “semplice”, con monostrato quasi sempre costituito da calcestruzzo non armato e dunque considerabili omogenei;
  2. di tipo “composto”, quando costituiti da un doppio strato di calcestruzzo o di calcestruzzo con un altro materiale;
  3. di tipo “sandwich”, quando stratificati e contenenti un materiale isolante.
Bibliografia

Petrignani A., Tecnologie dell’Architettura, Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1996;
Rossini G., Segrè D., Tecnologia Edilizia, Hoepli Editore, Milano, 1992; Torricelli M.C., Lauria A., Innovazione tecnologica per l’architettura, Edizioni ETS, 2004; Tucci F., Ecoefficienza dell’involucro architettonico, Editrice Librerie Dedalo, Roma, 2007; Zevi L. (a cura), Il Nuovissimo manuale dell’Architetto, Mancosu Editore, Roma, 2005.

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