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Tardo Gotico

Cambridge (Inghilterra), King's College, Cappella, 1446-1515.
Cambridge (Inghilterra), King's College, Cappella, 1446-1515.

Definizione

La dizione Tardo Gotico ha avuto in passato una connotazione negativa, nel senso di indicare un fenomeno che era intervenuto come un fattore di decadenza. L’originalità e l’autonomia delle scelte architettoniche realizzate nel XV secolo nell’Europa settentrionale, il cui riconoscimento si è progressivamente fatto strada nella critica del Novecento, sono meglio definite da altri modi con i quali la produzione del periodo viene indicata, come Gotico Fiorito, visto che è l’ornato a diventare il fattore espressivo dominante.

Caratteristiche ed evoluzione

Questo spirito nuovo trova in Inghilterra la sua terra di elezione con il decorated style che prende le mosse ai primi del Trecento e che, intorno alla metà del secolo, sfocia nel perpendicular style in cui le pareti sono coperte da ornati lineari formati da trafori che si dispongono in corrispondenza sia dei pieni sia dei vuoti, assumendo una sostanziale autonomia rispetto ai sottostanti partiti murari. Tale atteggiamento porta progressivamente a esperienze sempre più complesse che trovano la loro base di partenza in un’altra caratteristica prettamente inglese, la volta a ventaglio, formata da un fascio di nervature che salgono lungo la parete, raccolte in un semipilastro, e si aprono, con un andamento semicircolare, una volta giunte al culmine, diventando le generatrici di una argomentazione decorativa indifferente alle ragioni strutturali della copertura. Esempio principe di queste intenzioni è la cappella del King’s College di Cambridge, costruita tra il 1446 e il 1515, in cui l’ornato, grazie alla iterazione dei motivi, si trasforma in una fantasmagorica trina, scandita da chiavi di volta pendenti, mentre nella Lady Chapel della cattedrale di Gloucester, conclusa tra il 1472 e il 1499, il traforo sostituisce la parete. L’esito di questo modo di procedere è la trasformazione delle nervature in fattore decorativo, così da consentire, in casi estremi, di attribuire loro le caratteristiche di rami d’albero tagliati e curvati, come nella Frauenkirche di Ingolstadt in Baviera, ormai agli inizi del Cinquecento.
La nascita di un gusto nuovo si evidenzia anche negli esterni. Nelle facciate permane il vecchio schema delle due torri che affiancano la porzione centrale, ma la compattezza muraria e il programma figurato sono abbandonati per fare posto a ghimberghe e intrecci, come nella cattedrale di Saint-Gatien a Tours, costruita tra il 1437 e il 1484, dove le sculture di lunette e architravi sono state sostituite da trafori ornamentali o come nella facciata occidentale della Trinité di Vendôme, realizzata intorno al 1500, con i trafori che hanno preso il posto della parete. Altrettanto significativa, nella direzione di un voluto disinteresse nei confronti del pieno di muro, è la chiesa di Saint-Maclou a Rouen, realizzata tra il 1480 e il 1514, in cui le profonde arcate poste a precedere i portali vengono raccordate tra loro in un percorso poligonale, estraneo rispetto all’allineamento della facciata, formando una sorta di corona anteposta all’edificio, con i tratti di una oreficeria monumentale che è un’altra delle caratteristiche dell’architettura tardogotica.
Anche il decoro plastico dei portali subisce un processo di trasformazione come mostra bene quello dedicato a san Lorenzo nella cattedrale di Notre-Dame a Strasburgo, realizzato tra il 1495 e il 1505, in cui le statue colonna sono diventate movimentate figure di santi accolte all’interno di nicchie ricavate nel corpo dei due semipilastri che lo affiancano, mentre quella che avrebbe dovuto essere la lunetta, con la scena del martirio, si è trasformata in una tenda che colloca la rappresentazione in uno spazio concreto. A testimonianza della esistenza di un gusto comune che in quel momento investe buona parte dell’Europa si può accostare a questo portale la facciata del Colegio San Gregorio a Valladolid, impostata, tra il 1487 e il 1497, dagli scultori Gil de Siloè e Diego de la Cruz, disponendo alla base delle statue entro nicchie, ma trasformando la lunetta in un gioco di archi che ricordano anch’essi un tendaggio e ricoprendo per intero la parete con un fitto decoro dall’andamento a retablo.
Uno dei momenti più significativi di rinnovamento del linguaggio architettonico fu il progetto per la copertura della navata centrale della cattedrale di San Vito a Praga, impostato nel 1356 da Peter Parler e caratterizzato dalle novità fondamentali dell’abolizione delle arcate trasverse e della introduzione di un sistema di nervature a intreccio, liberate dai condizionamenti imposti dalla tradizionale unità di misura dettata dalla campata. Fu nell’area dell’impero che, prendendo le mosse da questa sperimentazione, si ebbero i raggiungimenti più significativi dell’architettura tardogotica, in relazione al tipo della Hallenkirche. Esempio indicativo è la Martinskirche a Landshut, in costruzione a partire dal 1389, su progetto di Hans von Burghausen, in cui le pareti laterali sono formate da altissime e ampie finestre impostate al di sopra di cappelle aperte tra i contrafforti esterni, mentre l’intreccio delle nervature, prive di arcate trasverse, si innesta su un ambiente a sala, scandito in tre navate da pilastri ottagonali, alti e sottili, che in sezione non hanno più nessun rapporto con l’andamento delle volte, impostate tutte allo stesso livello. Lo sganciamento tra sostegno e copertura porta a un annullamento delle funzioni del capitello che può anche scomparire, come accade in quello straordinario capolavoro che è la Sala di Vladislao nel Castello di Hradčany a Praga, realizzata da Benedikt Ried tra il 1493 e il 1502, in cui le nervature nascono direttamente dal corpo dei semipilastri oppure dagli avvolgimenti con i quali si distendono lungo il sistema voltato, denunciando la loro ormai unica funzione decorativa. Questo conduce alla possibilità estrema della costruzione di volte autoportanti, prive di nervature ma frazionate in alveoli, come quelle realizzate da Arnold von Westfalen nell’Albrechtsburg di Meissen, a partire dal 1471. Esempio principe di questo nuovo modo di fare è la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Sobeslav nella Repubblica Ceca in cui, intorno al 1500, le volte che coprono le due navate in cui è divisa nascono a ombrello direttamente da esili pilastri ottagonali e si frazionano in una ragnatela di alveoli di straordinaria e vitale capacità espressiva.

Bibliografia

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Landshut (Germania), Martinskirche, Hans von Burghausen, dopo il 1389.

Landshut (Germania), Martinskirche, Hans von Burghausen, dopo il 1389.

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