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Tetrapoli

Definizione-Etimologia

Il termine deriva dal greco Τετράπολις, ovvero “quattro città”; nell’antica Grecia indicava un complesso costituito da quattro nuclei urbani o borghi geograficamente vicini, riuniti in un unico sistema federativo per ragioni politiche, economiche, amministrative, militari e religiose.

Derivazione – Processo formativo e filoni tipologici

In alcuni casi, una volta cessato il legame politico-amministrativo, una tetrapoli manteneva esclusivamente quello religioso, espresso in determinati culti e feste comuni.
Tra gli esempi più noti sorti nella penisola greca si ricorda la tetrapoli attica, di origini remote, costituita dalle quattro borgate di Maratona, Tricorinto, Enoe e Probalinto, situate lungo la costa orientale dell’Attica, precisamente nella pianura di Maratona. La tetrapoli dorica era, invece, formata dall’unione delle quattro città chiamate Boion, Erineo, Citinio e Pindo o Cifanto, alla fonte del fiume e alle falde del monte omonimi. Questi centri facevano parte della Doride, una piccola regione interna posta sul fianco meridionale del monte Eta e confinante a nord con la Tessalia, a sud e a est con la Focide, a ovest con l’Etolia.
Numerose e importanti tetrapoli si formarono in quel periodo, in particolare in Asia Minore. Nella provincia della Licia esisteva la tetrapoli cabalica che raggruppava Cibira, la città più importante, ed Enoanda, Balbura e Bubon, mentre, durante il regno dei Seleucidi, godeva di una certa importanza la tetrapoli siriaca (famosa anche per i tetradrammi coniati presso le sue zecche a partire dal regno di Antioco I, dal 281-280 a.C.), che raggruppava i centri di Antiochia e Apamea, situati nell’entroterra e, a poca distanza da essi, le città marittime di Seleucia di Pieria e Laodicea. Questa tetrapoli costituiva un complesso sistema urbanistico organizzato su grandi distanze; probabilmente sorto per circostanze politico-economiche, legava infatti direttamente queste due ultime città, strategici centri portuali, alle prime, garantendo in quel tempo anche una maggiore sicurezza rispetto alle vie di comunicazione terrestri. Lo storico Strabone (Geografia, vol. XVI) così descrive la tetrapoli siriaca: «La seleucide è la migliore di tutte queste particelle, c’habbiam nominate, chiamasi Tetrapoli, e questo per le quattro eccellenti città, che vi sono. Percioche, quantunque ve ne siano molt’altre, le maggiori però sono queste quattro, Antiochia Epidafne, Seleucia in Pieria, Apamia, et Laodicea. Le quali, per la concordia c’havevano insieme, erano chiamate sorelle. Furono edificate da Seleuco il Nicatore e nominate la maggiore da suo padre, et la più forte da lui. Dell’altre due, Apamia hebbe il nome da Apama, sua moglie, et Laodicea, da la madre. Et si come ne la Seleucide erano quattro città, così ell’era divisa in quattro satrapi». Inoltre, Strabone chiamò Tetrapolis la stessa Antiochia, in conseguenza della costruzione di quattro successivi quartieri: «È Antiochia Tetrapoli essa ancora, fatta di quattro parti. Et è circondata da una muraglia comune, et anche da muro particolare, per ciascuna parte. La prima delle quali fece habitare il Nicatore, conducendovi habitatori di Antigonia… La seconda fu edificata da la moltitudine degli habitatori. La terza da Seleuco il Callinico. Et la quarta da Antioco l’Epifane, la quale è città principale della Soria».

Bibliografia

Levi M.A, La città antica: morfologia e biografia della aggregazione urbana nell’antichità, Roma, 1989, pp. 172, 174; Primo A., La storiografia sui Seleucidi da Megastene a Eusebio di Cesarea, Pisa-Roma, 2009; Strabone, Geografia,  ed. tradotta da Alfonso Buonaccioli M., Venezia, 1562, pp. 240-241.

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