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Tettonica

Mill Run, Contea di Fayette, Pennsylvania (USA), Casa Kaufmann, Fallingwater , F. L. Wright, 1932-35.
Mill Run, Contea di Fayette, Pennsylvania (USA), Casa Kaufmann, Fallingwater , F. L. Wright, 1932-35.

Definizione – Etimologia

Dal gr. tektoniké (téchne) (arte del costruire). La tettonica è il principio secondo cui tutte le forme risultano modellate dalle leggi della statica e dalla qualità dei materiali. Per estensione è l’arte del comporre le parti della costruzione.

Generalità

La tettonica, in senso empirico, indica la dipendenza di tutti gli organismi costruiti dalle leggi di gravità e dai sistemi atti a governarle, inclusi i caratteri fisici dei materiali. In architettura la tettonica è lo studio della sintassi della costruzione. È lo studio del modo, cioè, attraverso cui un progettista organizza le parti di una struttura architettonica secondo una logica costruttiva. La tettonica è dunque l’arte del comporre per eccellenza. Non è un caso se, nel tempo, il concetto si è andato progressivamente estendendo a definire il sistema di rappresentazione architettonica dell’idea costruttiva, più che l’atto costruttivo in sè stesso, secondo un processo dialettico fondato sulla verosimiglianza tra materia e struttura reale. Con l’avvento dell’età moderna (a partire dalla seconda metà del XV secolo) la tettonica a coinciso con la “messa in scena” formale della sua forza costruttiva, sempre più separando l’idea, il concetto, formale dalla sua concretezza statica. Ha cominciato, cioè, ad essere sempre più utilizzato per descrivere le cose come “dovrebbero essere” piuttosto che per spiegare come sono realmente. La tettonica diviene, allora, principio ordinatore che agisce direttamente sul sistema percettivo dell’uomo, diviene strumento compositivo dell’immagine, piuttosto che elemento descrittivo della statica della materia. Il proprio modello è il mondo fenomenico della natura: “tra creazione artistica tettonica e leggi universali della natura”, scrive G. Semper, “esiste un’armonia che ne rappresenta anche l’ornamento”. Oggi la ricerca formale intorno al concetto di tettonica in architettura, coincide con quelle esperienze che tentano di superare i formalismi epidermici dell’architettura di fine millennio, ove la “pelle” è più importante dell’edificio e il rivestimento delle superfici, ormai reso indipendente dalla struttura e dallo spazio interni, il solo veicolo del suo significato. Un’architettura che in nulla, o quasi, si distingue dalle arti figurative in genere, governata e disegnata, sempre più, dalle leggi volatili del marketing. Un’architettura cui le esperienze tettonica contemporanee oppongono una ricerca in grado di trovare un nuovo legame consapevole tra forma e struttura, materia e spazio, natura e artificio, in grado di definire un nuovo valore etico dell’architettura.

Bibliografia

Frampton F., Tettonica e architettura, Milano, 1999; Semper G., Theorie des Formell-Shönen, Zurigo, 1855-59.

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