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Texture

Il termine francese texture si riferisce letteralmente alla “trama” di un tessuto, ma si estende, nell’uso comune, alla trama di una superficie in generale.
In natura sono presenti esempi di texture con una struttura molto caratterizzata, quali la buccia di arancia, la corteccia degli alberi, la pelle dei rettili.
Nell’ambito del design e dell’architettura la texture indica la grana di un materiale, la tessitura omogenea di segni, secondo righe o intrecci, che fanno apparire una superficie unitaria. Rispetto alla parola pattern, che indica la ripetizione di un motivo decorativo secondo uno schema riconoscibile, il termine texture richiama una sensazione tattile del materiale, oltre che un effetto visivo del disegno.
Esempi di texture, riferite a una superficie architettonica, sono dati dalla trama di reti metalliche o lamiere stirate, dal reticolo di griglie modulari, dalla ripetizione di elementi serigrafati sul vetro, dai ricorsi di un grigliato di legno, dalle composizioni di materiali che seguono un’alternanza di pieni e vuoti, in cui sia percepibile un effetto di vibrazione sotto la luce. Per gli oggetti di design la texture si riferisce alla rugosità dell’involucro dell’oggetto, richiamando il significato originario di tessuto.
Nella computer-grafica si usa l’espressione texture mapping per indicare la “mappatura” di un modello tridimensionale, ovvero l’attribuzione a una superficie del modello di un determinato materiale presente nelle librerie grafiche del programma. Sono disponibili, per diversi software, archivi informatici di texture, che riproducono fedelmente materiali e superfici naturali, anche anisotrope e poco geometriche, come quelle del legno, della pietra, dell’acqua o della vegetazione.

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